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Playoff NBA: Joel Embiid dice 33, Philadelphia domina contro Toronto e si porta sul 2-1

NBA

Il n°21 dei Sixers domina la prima gara a Philadelphia della serie e chiude con 33 punti, 10 rimbalzi e cinque stoppate. Ai Raptors non bastano i 33 punti di Leonard, unico in grado di opporsi allo strapotere fisico e tecnico dei padroni di casa

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Philadelphia 76ers-Toronto Raptors 116-95

Dopo due gare in ombra, non brillanti su entrambi i lati del campo, Joel Embiid ha finalmente fatto irruzione nella serie contro Toronto. A modo suo, prendendosi la scena, catalizzando l’attenzione e dominando una sfida controllata dall’inizio alla fine da Philadelphia. Il lungo camerunense è un fattore in attacco, in grado di mettere alle corde Marc Gasol che nei primi due episodi della serie era riuscito a tenerlo a soli 14 punti segnati di media, tirando con il 28% complessivo dal campo (7/25). In gara-3 invece la musica è decisamente cambiata: tiri da tre punti, movimenti spalle a canestro, tanti tentativi a cronometro fermo. Embiid è un grattacapo senza soluzione per la difesa dei Raptors, che è costretta a concedergli 33 punti, dieci rimbalzi e tre assist, conditi con una windmill nel finale diventata il simbolo del successo Sixers (con lui che decolla facendo l'aeroplanino in giro per il parquet). “Preferisco di gran lunga le sue stoppate alla schiacciata – sottolinea Brown – mi raccontano molto più della sua partita quelle giocate in difesa”. Embiid infatti aggiunge ben cinque stoppate al suo boxscore, riuscendo per la seconda volta in questi playoff a terminare un match con almeno 30 punti, dieci rimbalzi e cinque stoppate. Per lui due partite di questo livello in meno di un mese ai playoff, il resto della NBA una sola volta nelle ultime dieci post-season (Kevin Durant alle finali NBA del 2017). Nel bene o nel male, negli infortuni e negli scherzi in mezzo al campo insomma, un giocatore diverso da tutti gli altri: “Quando mi diverto, il mio gioco e il mio impatto cambiano in maniera radicale. Ho sempre detto che se non rido durante una partita vuol dire che non sto performando al meglio o che non mi sento coinvolto. So che per essere coinvolto a livello tecnico, devo prima di tutto sentirmi bene sul parquet”. Non bisogna viverla quindi come una presa in giro: è il suo modo di essere, quello in cui riesce a dominare e a far sognare al pubblico della Pennsylvania una finale di Conference che manca dal 2001.

Leonard solo contro tutti. Per Toronto adesso diventa complicata

Una partita condotta per 48 minuti dai padroni di casa, dominanti nel secondo tempo quando soltanto Kawhi Leonard è riuscito a tenere in parte a galla i canadesi. L’ex Spurs segna 14 punti nel solo terzo quarto, in un match chiuso con 33 totali, 13/22 al tiro e il solito lavoro su entrambi i lati del campo nei 37 minuti trascorsi sul parquet. Il vero problema dei Raptors però è che senza di lui l’attacco si blocca. I dati del rating offensivo di Toronto sono impressionati: con Leonard sul parquet la squadra viaggia a 110.7 punti segnati su 100 possessi di media nelle prime tre gare della serie; senza di lui il rendimento crolla a 54.1 punti. Il giorno e la notte in sostanza, con il solo Pascal Siakam che riesce a stargli dietro con i suoi 20 punti – nonostante il nervosismo evidente, sfociato nel fallo di frustrazione su Embiid che gli è costato un flagrant-1. Una sfida tesa, in cui la difesa dei canadesi ha concesso il 51% dal campo e il 43.5% dall’arco a Philadelphia, tanto da portare Kendrick Perkins a twittare da casa contro il suo amico Ibaka - a lungo insieme ai Thunder: “Questo non può essere lo stesso Serge a cui io ho insegnato a difendere. Dai Serge, concentrati su questa partita!”. Le invocazioni via social però sono servite a poco nel motivare una squadra che – stando alle previsioni statistiche fatte da Nate Silver, resta leggermente favorita per il passaggio del turno. Al momento i numeri dicono: 51% Raptors - 49% Sixers, nonostante il 2-1 nella serie in favore di Embiid e compagni. Un testa a testa dunque ancora tutto da decidere, in attesa che Toronto trovi aggiustamenti e contromisure per arginare Philadelphia.

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