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Playoff NBA, mani fredde per Curry&Thompson: la crisi al tiro da 3 degli "Splash Brothers"

NBA

Dopo un primo turno di playoff con percentuali dall'arco entusiasmanti, gli Warriors stanno faticando dall'arco e lo stanno facendo soprattutto con i loro due principali tiratori, tenuti a 4/14 (Curry) e 1/6 (Thompson) anche in gara-4

SUPER DUELLO HARDEN-DURANT, HOUSTON FA 2-2

WARRIORS-ROCKETS: IL RIASSUNTO DELLA SERIE

L’anno scorso contro Minnesota al primo turno gli Houston Rockets hanno stabilito un nuovo record di franchigia, tentando 52 triple in gara-2. Nella quarta sfida della serie contro Golden State, quel primato è stato sul punto di essere battuto, con Harden e compagni capaci di toccare quota 50, con 17 triple a segno. È uno dei tratti distintivi del gioco della squadra di Mike D’Antoni, si sa – e le cifre anche in stagione regolare lo confermano (oltre 45 triple tentate di media, il 35.6% dall’arco). Quello che dicono però le statistiche di regular season è che dalla lunga distanza anche i Golden State Warriors sanno il fatto loro, grazie alla presenza in roster di due tra i migliori tiratori di tutti i tempi (Steph Curry e Klay Thompson), senza neppure volerci aggiungere un realizzatore come Kevin Durant. I californiani hanno chiuso la stagione con il 38.5% da tre, la terza percentuale più alta di tutta la NBA, come sì come sono buone per il terzo posto anche le oltre 13 triple segnate in media a partita (i Rockets sono primi segnandone più di 16 a sera). Il potenziale di fuoco degli Warriors dall’arco è stato in bell’evidenza nel primo turno contro i malcapitati L.A. Clippers: gli uomini di coach Kerr sfiorano il 40% da tre di squadra (fanno meglio solo i Portland Trail Blazers con il 40.5%), Steph Curry è addirittura spaziale fermandosi appena sotto il 52%, Klay Thompson tiene il 45% e anche Kevin Durant tocca il 50% in due delle sei gare della serie superando il 40% in altre due. Cambia tutto, invece, in semifinale di conference, di fronte agli Houston Rockets, quando le mani dei campioni in carica si raffreddano e l’arma del tiro da tre punti sembra non funzionare più per la squadra di coach Steve Kerr, proprio di fronte alla squadra che invece ne esalta l’uso al massimo, ottenendo massimi benefici.

Tutti i dati del disastro da tre punti targato Warriors

Dopo le prime quattro gare della serie, i dati più immediati dicono: 40/124 dall’arco per Golden State, ovvero il 32.3% di realizzazione per 120 punti prodotti (dei 448 totali). Houston segna in totale solo un punto in meno (447) ma le cifre da tre punti dei texani sono superiori in tutto: nei tentativi (179), nei canestri realizzati (66, e quindi nei punti prodotti, 198, +78 di differenziale rispetto agli Warriors) e nelle percentuali (che sfiorano il 37%). Ma più che nel paragone con Houston – contro cui uscirebbe perdente qualsiasi squadra – è proprio l’analisi interna del tiro da tre di Golden State a preoccupare: nella serie contro i texani Steph Curry sta tirando soltanto il 26% e Klay Thompson non raggiunge il 31%. Delle otto squadre ancora in corsa nei playoff, gli Warriors sono quelli che ottengono dal tiro da tre la percentuale minore dei propri punti totali, sotto il 27% (e i Rockets sono primi per distacco, ovviamente – con il 44.3%). Se al secondo turno solo i Toronto Raptors fanno peggio di Golden State per precisione della lunga distanza, il merito – si potrebbe pensare – potrebbe essere della difesa sul perimetro organizzata da Mike D’Antoni e Jeff Bzdelik. Ma le cifre smentiscono questa teoria: nei 44 tiri in cui il difensore viene considerato vicino o addirittura molto vicino al tiratore, gli Warriors realizzano con una percentuale vicina al 29% (solo Portland fa meglio), percentuale che sale quasi al 40% nei tiri più smarcati (17/43, anche qui secondo dato tra le otto squadre rimaste in corsa, dietro solo ai Bucks). Il calo drastico nelle percentuali dei tiratori di Steve Kerr è nelle triple tentate in assoluta libertà, completamente smarcati (con due metri di spazio dal primo difensore): invece di segnarli a occhi chiusi, come hanno ci abituato negli anni, Curry, Thompson e compagni tirano solo il 30.6%, ultimo dato tra le squadre ancora in corsa in semifinale di conference. Un dato inspiegabile dal punto di vista balistico, visto la qualità dei tiratori degli Warriors, che si accompagna anche al fatto che i californiani sono ultimi anche per numero di triple tentate in solitudine (solo 36 in 4 partite, Portland che è penultima ne riesce a ricavare comunque 12 in più, i primi – ovvero i Milwaukee Bucks – esattamente il doppio, ben 72). Contro la difesa di Houston che cambia su ogni blocco, tiri smarcati ne restano davvero pochi, e quei pochi al momento gli “Splash Brothers” e gli Warriors li sbagliano pure. Un aspetto che deve cambiare se Golden State vuole eliminare Houston per la quarta volta negli ultimi cinque anni. 

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