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Playoff NBA, Toronto-Philadelphia gara-7 92-90: Leonard canestro da leggenda sulla sirena

NBA

Il più improbabile dei buzzer beater decide gara-7: Kawhi Leonard segna sulla sirena dopo quattro rimbalzi del pallone sul ferro, firmando la vittoria dei Raptors contro i Sixers. Decisivi i suoi 41 punti, a Philadelphia non basta un quintetto tutto in doppia cifra

IL CANESTRO DI LEONARD NELLA STORIA: VIDEO

EMBIID SCOPPIA A PIANGERE, MARC GASOL LO CONSOLA

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Non c’è niente come una gara-7 di playoff NBA, e a maggior ragione non c’è niente come una gara-7 decisa da un canestro sulla sirena - anche perché, molto banalmente, non c'è mai stata nella storia della NBA. Il modo più bello di vincere una partita e il più crudele di perderla, come possono testimoniare i tifosi di Toronto Raptors e Philadelphia 76ers. Il buzzer beater di Kawhi Leonard - il primo per vincere una gara-7 di playoff nella storia della lega - è entrato nella leggenda nel momento stesso in cui ha cominciato a rimbalzare sul ferro: considerando tutto quello che c’era in ballo (anche al di là delle finali di conference dove i canadesi sono attesi dai Milwaukee Bucks), il destino stesso delle due franchigie era legato a quel pallone. Alla fine gli dei del basket hanno sorriso ai Raptors, che dopo quattro lunghissimi rimbalzi sul ferro hanno visto la palla entrare e si sono potuti lasciare andare a un grido liberatorio attorno al loro leader con il numero 2, autore di un’altra prestazione mostruosa in gara-7. I suoi 41 punti sono ovviamente il massimo mai realizzato da un giocatore dei Raptors in una partita per chiudere una serie, e anche se si è dovuto prendere 39 tiri per riuscirci (record in una gara-7 finita ai regolamentari) ai tifosi di Toronto va benissimo così, perché senza di lui non sarebbero mai riusciti a superare il turno. Nonostante i continui raddoppi di marcatura della difesa dei Sixers — di fatto è stato marcato da Ben Simmons e Joel Embiid in coppia —, Leonard si è fatto largo in un modo o nell’altro, aggiungendo anche 8 rimbalzi, 3 assist e 3 recuperi nei 43 minuti in cui è rimasto in campo.

La differenza: i 16 rimbalzi offensivi di Toronto

Il secondo motivo per cui i Raptors hanno vinto, dopo Kawhi, è anche il principale motivo per cui i Philadelphia 76ers hanno perso: i 16 rimbalzi offensivi catturati da Toronto. Non tanto per i punti da seconda opportunità realizzati (solo 12), quanto per i secondi possessi procurati che hanno permesso loro di tentare ben 24 tiri in più degli avversari. In una partita decisa letteralmente all’ultimo secondo, quel dato finisce per avere un’importanza fondamentale: tutti i sette giocatori dei Raptors scesi in campo hanno catturato almeno un pallone a rimbalzo d’attacco, con Leonard e soprattutto Serge Ibaka (4 a testa) a fare la voce grossa. Il lungo è stato fondamentale anche con i suoi canestri, chiudendo con 17 punti e 6/10 al tiro con 3 triple a segno su 5 tentativi, puro ossigeno in una serata in cui — tolti lui e Leonard — i Raptors hanno tirato 12/40 (30%), con i soli Pascal Siakam (11+11) e Kyle Lowry (10+6+6) in doppia cifra. Toronto per lunghi tratti è sembrata incapace di produrre nulla che non fosse dare palla a Leonard e aspettare che facesse tutto lui, finendo sotto anche di sette lunghezze nel corso del terzo quarto. In quel momento però Lowry è riuscito a produrre un paio di giocate di energia in grado di cambiare l’inerzia della gara e togliere i suoi dalle secche, anche se poi è stato comunque Leonard a mettere la firma sulla vittoria con 15 punti nella frazione finale.

Un quintetto tutto in doppia cifra non basta ai Sixers

A una squadra che perde una gara-7 di playoff in trasferta con un canestro sulla sirena che rimbalza quattro volte sul ferro non si può legittimamente rimproverare nulla. La natura crudele di uno sport che non prevede il pareggio tra i risultati possibili doveva necessariamente portare alla sconfitta di una delle due squadre, e il destino ha voluto che quella squadra fossero i Sixers. Che avrebbero potuto interpretare meglio alcuni momenti delle partite, ad esempio schiacciando sull’acceleratore dopo il 16-0 di parziale con cui avevano ribaltato la sfida nel terzo quarto. Che avrebbero potuto fare un lavoro migliore a rimbalzo difensivo, specialmente con il vantaggio fisico che hanno quasi in tutte le posizioni. Che avrebbero potuto attaccare con più disciplina nell'ultima parte del quarto finale, quando sono rimasti a secco per tre minuti perdendo palloni anche per infrazioni di 24 secondi. E che avrebbero potuto avere più continuità da parte dei loro migliori giocatori, tutti in doppia cifra nel quintetto ma nessuno realmente costante nei 48 minuti di gara. Tutto giusto, ma sono valutazioni facili solamente con il senno di poi: i Sixers erano riusciti a pareggiare la partita con Jimmy Butler (10 dei suoi 16 punti nell’ultimo quarto) approfittando di un raro errore di Leonard ai liberi, ma sono stati puniti da una giocata che letteralmente non era mai stata fatta prima nella storia della NBA in una gara-7 di playoff. Alla fine rimane l’immagine fortissima di Joel Embiid in lacrime mentre esce dal campo: i suoi 21 punti con 11 rimbalzi, 4 assist e 3 stoppate lo rendono il miglior marcatore dei suoi nonostante il brutto 6/18 al tiro con 1/6 da tre. E nonostante tutti i suoi problemi fisici è rimasto in campo per 45 minuti e 11 secondi, più di chiunque altro: il dato incredibile è che quando c’è stato i suoi hanno vinto di 10 punti, mentre nei due minuti e 49 in cui è andato a sedersi hanno perso di 12. Se non è crudele questo, allora non lo è niente.

Primo quarto

L'inizio di gara è frenetico, degno di una gara-7: Embiid prova a essere aggressivo prendendosi cinque tiri e sbagliandoli tutti, mentre dall'altra parte Kawhi Leonard e Pascal Siakam sono gli unici ad andare a segno. Per sbloccare l'attacco di Philadelphia dopo nove errori in fila serve una tripla di J.J. Redick, ma al primo timeout il punteggio è di 6-3 per i padroni di casa, con le squadre che combinano per un terrificante 4/24 al tiro. Al rientro in campo è la difesa di Toronto a prendere il controllo della gara, producendo tre recuperi in fila che valgono un parziale di 8-0 spingendo in contropiede. Per fortuna di Philadelphia, anche la loro difesa riesce a tenere, specialmente su Leonard che si trova sempre addosso due o tre avversari quando prova a mettere palla per terra: al termine di un primo quarto dal punteggio bassissimo il vantaggio è per Toronto sul 18-13 grazie soprattutto ai rimbalzi in attacco (già cinque).

Secondo quarto

Ogni canestro segnato dalle due squadre assomiglia a un gol, specialmente quelli dalla lunga distanza segnati da Ibaka, Ennis e Redick. Leonard rientra sul parquet e realizza subito il gioco da tre punti del +6, mentre Kyle Lowry è costretto a tornare negli spogliatoi per un infortunio alla mano sinistra. Nonostante le difficoltà a fare canestro, a metà secondo quarto i Sixers rimangono comunque attaccati alla partita senza permettere agli avversari di scappare. La squadra di coach Brown riesce addirittura a mettere la testa avanti grazie a una grande sequenza di James Ennis, che prima costringe Leonard a un tiro difficile e poi approfitta del vantaggio di centimetri su Lowry (rientrato nel frattempo in campo con un tutore alla mano) per firmare il canestro del 34-33. Ibaka ee Lowry rispondono con due triple fondamentali al rientro in campo, respingendo i cinque punti realizzati da un Tobias Harris finalmente aggressivo nella partita. Leonard si inventa un grandissimo canestro in rovesciata, ma anche lui fa fatica a spezzare con continuità la difesa di Philadelphia: è quindi Lowry a segnare il gioco da tre punti che vale il 44-40 con cui si va all'intervallo.

Terzo quarto

Il rientro in campo è pessimo per gli ospiti: Leonard attacca a testa bassa e coglie di sorpresa la difesa di Philadelphia, che concede a Marc Gasol il canestro che vale il massimo vantaggio sul +9 che costringe coach Brown a un timeout in emergenza. La risposta arriva subito sotto forma di triple da parte di Redick e Harris, i due tiratori più affidabili dei Sixers, a cui fanno seguito un grande gioco da tre punti di Embiid e un segnale di vita da parte di Jimmy Butler: il totale è un parziale di 11-0 che vale il sorpasso e il timeout di Toronto. Redick va di nuovo a segno da tre punti e Butler allunga il parziale a 16-0, prima che Ibaka vada a segno da vicino per fermare l'emorragia. Dopo 13 errori consecutivi Leonard si sblocca anche da tre punti approfittando di due grandi giocate di Lowry a rimbalzo d'attacco, il vero motivo per cui Toronto rimane attaccata alla gara con il numero 7 che prima firma il sorpasso e poi serve a Ibaka l'assist del +3, vantaggio con cui i Raptors chiudono la terza frazione. 

Quarto quarto

Gasol si sblocca da tre punti, ma il vero colpo lo fa Ibaka che segna un canestro senza alcun ritmo dall'angolo contro Simmons per il +5. Butler si accende all'improvviso con due tiri per tenere i suoi a contatto ed Embiid dalla lunga distanza mette la prima tripla della serata che vale il sorpasso. La partita si fa intensissima: dopo un canestro di Simmons ben tre giocatori - lui, Ibaka ed Embiid - lamentano un contatto sul volto che sembra lasciare segno soprattutto sul camerunense. Altri due rimbalzi offensivi (sono 15 in tutto) di Toronto valgono la tripla del +2 di Leonard, a cui risponde un canestro difficilissimo di Embiid per la parità a quota 80 a cinque minuti e mezzo dalla fine. Ad aprirlo sono cinque punti in fila di Kawhi, con Jimmy Butler dolorante per una distorsione alla caviglia che non gli impedisce di segnare due liberi e di recuperare un pallone direttamente dalla rimessa di Leonard. La rubata vale un gioco da tre punti di Redick per il pareggio a quota 85, e la tensione sale al massimo: nel momento più difficile è ovviamente Leonard a sbloccare i suoi (a secco da tre minuti filati) con un canestro fondamentale con un piede sulla linea da tre a 1:41 dalla fine. La difesa di Toronto sale di livello e forza una palla persa capitalizzata da Siakam in contropiede per il +4, con Butler che fa 1/2 dalla lunetta. Sul possesso decisivo della partita Leonard sbaglia, ma ancora una volta Ibaka fa la voce grossa a rimbalzo e regala un altro possesso ai suoi. Kawhi fa un altro errore al tiro e i punti di distacco rimangono 3 quando mancano 24 secondi alla fine della gara: la difesa dei Raptors riesce a togliere il tiro da tre agli avversari, mandando Embiid in lunetta a 12 secondi dalla fine e senza che Philly abbia più timeout. Il camerunense non sbaglia ai liberi, mentre Leonard fallisce il secondo libero e in contropiede Jimmy Butler firma il pareggio arrivando fino al ferro eludendo la stoppata di Ibaka. Il possesso finale è leggendario: Leonard riceve e va fino in angolo contro la difesa di Simmons e soprattutto Embiid: il suo tiro balla sul ferro per quattro volte prima di trovare il fondo della retina a cronometro scaduto, regalando a Toronto le finali di conference.

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