Finals NBA, Beyonce guarda male la proprietaria degli Warriors: è polemica sul web

NBA

A far discutere nel post gara-3 non è soltanto la sconfitta degli Warriors, ma anche un video virale in cui Beyonce incenerisce con lo sguardo la sua "vicina di posto" mentre si allunga su di lei per parlare con Jay-Z: un equivoco, diventato l'ennesimo caso di cyber-bullismo

THOMPSON TORNA IN GARA-4, KEVIN DURANT NON RECUPERA

SCOPPIA IL CASO LOWRY-STEVENS DOPO IL COLPO IN GARA-3

In un mondo pieno di odio virtuale pronto a venire fuori in qualsiasi momento, basta una smorfia, una parola fuori posto o semplicemente un’inquadratura equivoca per scatenare un putiferio e una valanga di offese. È quanto sperimentato suo malgrado nelle scorse ore da Nicole Curran, moglie del proprietario dei Golden State Warriors Joe Lacob, a margine della complicata sconfitta in gara-3 subita contro Toronto dai bi-campioni in carica. La squadra di Oakland, pronta a ospitare una delle ultime partite della storia della franchigia giocate alla Oracle Arena, ha esteso l’invito per assistere alle Finals NBA 2019 anche a Jay-Z e Beyonce - da sempre presenti in prima fila non solo al Barclays Center di New York e grandi appassionati di pallacanestro. La coppia di celebrità è arrivata al match con qualche minuto di ritardo, scatenando l’euforia del pubblico nel corso del primo quarto non appena sono apparsi a bordocampo. Anche per quello, quando il pallone è rotolato fuori dal parquet, la regia di ESPN ha subito inquadrato i due seduti in prima fila per qualche secondo: una sequenza in cui Beyonce e suo marito Jay-Z sorridono in maniera complice, salutano qualcuno di fronte a loro e poi vengono interrotti da una presenza al loro fianco che chiede qualcosa. La donna rompe l'idillio tra i due e si sporge sulla cantante per rivolgere una domanda a suo marito. L’espressione di Beyonce colta negli ultimi istanti sembra essere infastidita e tanto basta al mondo del web per scatenarsi in illazioni e critiche: dai commenti ironici sul “chi fosse la disturbatrice”, si passa subito alle offese non appena la donna viene rapidamente identificata come la moglie del proprietario degli Warriors. Nel 2019 in fondo basta davvero poco per attirare su di sé la furia dei fan, come ha tristemente raccontato la diretta interessata a ESPN, che ha provato invano a placare la tempesta social.

Curran: "Ho chiesto cosa volessero da bere, era un gesto gentile"

La signora Lacob, parlando con la giornalista Ramona Shelburne, ha spiegato che “l’incidente” (sembra davvero ridicolo doverlo definire così), in realtà altro non era che un gesto di cortesia verso i suoi ospiti. Nicole Curran lo racconta in lacrime, perché a seguito di quel video la sua nottata è stata costellata di offese e di decine di attacchi da parte dei fan di Beyonce, intervenuti in difesa della loro beniamina (non si sa poi bene da cosa, in realtà). Una valanga d’odio che ha portato la first lady degli Warriors a cancellare il suo profilo Instagram per porre fine a una situazione paradossale, che l’ha ovviamente colta di sorpresa mentre tornava a casa dopo gara-3. “Abbiamo invitato Jay-Z e Beyonce almeno altre tre o quattro volte in passato alle partite di Golden State, non ci sono mai stati problemi, così come in fondo è stato anche la scorsa notte - spiega la diretta interessata - ho soltanto chiesto se volessero qualcosa da bere: Beyonce mi ha risposto che gradiva dell’acqua, mentre suo marito mi ha chiesto una vodka soda. A quel punto, da brava ospite, ho aggiunto se la preferisse con del lime, ma con la folla urlante che ci circondava sono stata costretta a sporgermi addosso a lei per riuscire a farmi sentire. Quello è il momento in cui quella dannata foto con quell’espressione di Beyonce è stata scattata”. Un gesto cortese, di certo non un affronto come è stato prontamente qualificato dai tanti odiatori del web che si sono scagliati contro di lei: “Mi sono alzata e ho portato poco dopo ciò che mi avevano chiesto: non c’era certo ostilità da parte loro, ho cercato soltanto di essere ospitale il più possibile. Non avevo mai sperimentato in prima persona il cyber-bullismo in questo modo: non posso credere che i nostri giocatori siano spesso e volentieri costretti ad affrontare una roba simile, così come i nostri ragazzi che vengono presi di mira dai compagni”.

I più letti