Mercato NBA, Kanter: "Portland mi ha dato 6 minuti per scegliere". Lillard: "Erano 45"

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Fa discutere l’addio di Enes Kanter ai Portland Trail Blazers. Il turco sostiene che la franchigia gli ha dato solo sei minuti per scegliere se rimanere e per questo ha deciso di andare a Boston. Damian Lillard però lo smentisce: "Ero lì, ne ha avuti 45 altrimenti avremmo perso altri free agent"

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Ovunque si muova o qualsiasi cosa dica, Enes Kanter non finisce mai di farsi qualche nuovo nemico. Neanche il suo addio ai Portland Trail Blazers è stato infatti indolore: dopo aver sviluppato un rapporto apparentemente splendido tanto con la squadra quanto con la comunità di Portland, complice una cavalcata ai playoff affrontata con un infortunio alla spalla, il turco ha infatti deciso di lasciare l’Oregon e andare ai Boston Celtics per 10 milioni in due anni. Una decisione che lui ha spiegato a Marc Spears di ESPN in questi termini: “Stavo considerando di firmare coi Blazers, ma mi hanno dato solamente 6 minuti per prendere una decisione. Mi sono sentito sotto pressione e non ero a mio agio. Perciò ho detto loro che avevo bisogno di pensarci e chiamare mio fratello, così da poter sentire la mia famiglia a cui non posso telefonare direttamente. Ma hanno continuato a pressarmi, perciò alla fine ho detto loro di NO!”.

Lasciando da parte il fatto che ammettere contatti con la famiglia potrebbe far storcere il naso al governo turco, c’è una persona che ha smentito – almeno in parte – quanto detto da Kanter. E purtroppo per lui ha una reputazione pressoché cristallina: Damian Lillard. Il giocatore franchigia dei Blazers, che ha appena trovato l’accordo per un’estensione di contratto da 194 milioni di dollari in 4 anni, ha infatti dato una versione dei fatti diversa rispetto a quella dell’ormai ex compagno. “A volte c’è la possibilità di perdere due giocatori perché ne stai aspettando uno. Quello che posso confermare è che non gli sono stati dati 6 minuti… Probabilmente era arrivato a 6 dai 45 iniziali che gli erano stati dati” ha scritto rispondendo a un tweet di un tifoso che metteva in discussione l’operato della dirigenza. “Ero presente. 45 minuti non sono tanti, ma nessuno vuole rimanere con le mani vuote” ha scritto a un altro.

Visto come sono andate le cose, probabilmente i Blazers erano al telefono con i Miami Heat per chiudere lo scambio per Hassan Whiteside e avevano bisogno di una risposta immediata, perché c’erano altre due squadre coinvolte e non potevano attendere per sempre. Così hanno messo un timer sulla sua testa, e Kanter non se l’è sentita di prendere una decisione del genere su due piedi. Ora si sposterà a Boston dove c’è da scommettere che la sua personalità abrasiva e la sua storia personale piacerà al pubblico di Boston, che si esalta davanti a idoli del genere.

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