NBA, Chris Paul si mette a nudo su ESPN The Mag: "Se avessi i centimetri di Marjanovic..."

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Nell'ultimo numero della "Body Issue" del magazine USA la nuova point guard dei Thunder racconta quanto il suo corpo abbia influito sulla sua carriera nella lega. Tornando anche sul famoso infortunio dei playoff 2018 contro Golden State

CHRIS PAUL: POSSIBILE UN FUTURO LONTANO DAI THUNDER?

Sotto il titolo “Every body has a story” – dove il body di everybody viene volutamente separato per isolare la parola corpo – va in edicola negli Stati Uniti l’11^ edizione del magazine ESPN The Magazine dedicato ai corpi degli atleti. Lanciato per la prima volta nel 2009 – con Dwight Howard, Serena Williams, Manny Pacquaio e Adrian Peterson tra i protagonisti – il numero speciale della rivista vuole storicamente mettere in primo piano proprio i corpi degli atleti (spesso ritratti nudi), per sottolineare quello che in un certo senso è il loro principale (e primo) strumento di lavoro. Ogni bellissimo servizio fotografico è però sempre abbinato a un’intervista agli atleti in questione, intervista che vede protagonista anche uno dei protagonisti dell’edizione 2019, la nuova point guard di Oklahoma City Chris Paul. Partendo dal proprio corpo (“Gli addominali sono la parte del mio fisico di cui sono più orgoglioso”), CP3 racconta anche di quanto la crescita di un giocatore nella lega coincida con una maggiore saggezza nel prendersi cura del proprio fisico e della propria alimentazione: “Al mio primo anno mi fermavo dal McDonald’s fuori dalla nostra palestra di allenamento ogni singolo giorno. A volte ordinavo patate extra e succo d’arancia. Poi a casa mangiavo ancora in maniera disordinato, sandwich al pollo e pizza. Oggi è tutto diverso, tanto da essere diventato vegano: per il momento solo durante la offseason – racconta Paul – ma spero di riuscire a mantenere questo tipo di alimentazione per tutto il campionato”. A fargli cambiare atteggiamento anche la vicinanza negli anni ad alcuni grandi veterani: “Grant Hill il primo: eravamo in squadra assieme il suo ultimo anno nella lega, ai Clippers. Mi ripeteva in continuazione che in estate adottava la regola dell’80/20: mangiava sano sempre durante la settimana, concedendosi al massimo qualche debolezza o il sabato o la domenica. Altri due grandi esempi sono stati Steve Nash e LeBron James: tutti questi grandi atleti hanno un aspetto in comune, ed è la disciplina. Quest’anno ho 34 anni, e dovrò correre dietro a giocatori di 19-20, gente che entra nella lega perché vuole prendere il tuo posto. Per me questa non è un’opzione: nessuno si prende il mio posto. Non voglio cercare scuse, neppure l’età”. 

[foto Gary Land/ESPN The Magazine]

Chris Paul e l’infortunio del 2018 contro gli Warriors

Il corpo di Chris Paul è spesso stato sotto i riflettori anche prima della scelta di mettersi a nudo sulle pagine di ESPN The Magazine. Tanti infatti i piccoli infortuni che hanno condizionato la sua carriera e le sorti della sua squadra: “La gente è convinta che se potessi cambiare qualcosa nella mia storia di infortuni, sarebbe quello sostenuto in gara-5 con Houston contro Golden State nei playoff 2018. Non è così, non è una questione di una singola gara, vinta o persa. Se dovessi cambiare qualcosa cambierei il modo in cui ho affrontato la riabilitazione al mio primo infortunio, quello al menisco del 2010. Farei tutto più seriamente”, ammette Paul. Che all’idea di poter prendere in prestito il corpo di qualche altro atleta reagisce accontentandosi semplicemente dei centimetri: “Se avessi l’altezza di Boban Marjanovic non si inizierebbe neppure a giocare”, assicura. Senza i centimetri da 183 non possono diventare 221, quello che però è cresciuta negli anni è la visione in campo di Chris Paul, che la point guard dei Thunder considera un talento sottovalutato: “Oggi mi viene più facile sapere dove sono in campo tutti i miei 4 compagni. ‘Come hai fatto a vedermi?’, mi chiede spesso qualche compagno. Beh, dopo tutti questi anni, alla prima occhiata al campo, se vedo tre giocatori da una parte so che il quarto sarà in angolo, perché non ci sono spazi infiniti per disporsi sul parquet”. Sembra facile, detto così. Ma solo perché lui è Chris Paul. 

[foto Gary Land/ESPN The Magazine]

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