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09 settembre 2019

NBA, Anthony Davis rivela: "Voglio essere il difensore dell'anno. Ma LeBron ha altre idee"

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In un'intervista esclusiva a Yahoo! Sports il nuovo acquisto dei Lakers racconta i retroscena di una telefonata fatta da LeBron James al front office gialloviola. E poi sposta l'attenzione sulla dimensione difensiva dei nuovi Lakers

ANTHONY DAVIS: "HO SCOPERTO DELLO SCAMBIO DA INSTAGRAM"

A sentire quelli ben informati, appena chiusa la trade con New Orleans per assicurarsi Anthony Davis, il front office dei Lakers ha ricevuto una telefonata importante. Dall’altra parte della (metaforica) cornetta, niente meno che LeBron James, con un messaggio chiaro: “Dobbiamo utilizzare AD al meglio: deve diventare lui il punto focale del nostro attacco”. Un’investitura di assoluto valore, che il neo arrivato a Los Angeles interpreta così: “Per tutta la mia carriera sono sempre stato il punto focale della mia squadra ma avere un giocatore del calibro di LeBron che sceglie di riconoscermi questo ruolo agli occhi del front office e del coaching staff è sicuramente un onore”. Un onore ma anche un onere, e Davis è il primo a esserne consapevole: “So quali sono le conseguenze di un ruolo del genere, e non le prendo alla leggera. Voglio essere all’altezza di questo compito. Penso di avere le capacità per riuscirci e ovviamente con l’aiuto di tutta la squadra sono convinto che potrà essere ancora più facile. Abbiamo un grande roster”. E l’ultima affermazione è proprio quella che introduce un proclama forse inaspettato, con cui l’ex giocatore dei Pelicans non nasconde le sue ambizioni in maglia gialloviola. “Se stiamo lontani dagli infortuni abbiamo una squadra che può vincere il titolo. Lo stesso vale per il nostro coaching staff. Quello che dobbiamo fare però è avere il giusto approccio mentale, fin dal primo giorno di training camp, per tutta la preseason e poi per la durata di tutta la stagione regolare. Il nostro approccio non deve cambiare a seconda di chi incontriamo, mai. Tutto deve iniziare e finire con noi: gli avversari non contano, quello che succede fuori dal nostro spogliatoio non conta. Se saremo in grado di fare così, tutto andrà bene”, assicura Davis. Forse anche per questo – su richiesta espressa di LeBron James – i Lakers si ritroveranno per un mini-training camp informale prima di quello ufficiale, per non lasciare davvero nulla al caso in quella che per molti – da “King” James all’organizzazione, lontana dai playoff negli ultimi 6 anni – è vista come la stagione del riscatto.

“Se teniamo gli avversari sotto i 100 punti possiamo vincere il titolo”

L’attenzione data da James al “miglior modo possibile di utilizzare” il suo nuovo compagno parte anche dal ruolo che Davis sarà destinato a ricoprire nei Lakers. La preferenza del diretto interessato per la posizione da 4 (piuttosto che da centro puro) non è mai stata un segreto: “È vero, l’ho ribadito più volte – ammette Davis – perché la stagione è lunga e cerchi di essere il più intelligente possibile nel gestire il tuo fisico. Ad andare in battaglia sera dopo sera contro i centri NBA il mio corpo ne risente, per cui sia JaVale McGee che DeMarcus Cousins (e poi Dwight Howard, dopo l’infortunio di DeMarcus) saranno fondamentali per togliermi un po’ di pressione e permettermi di giocare tutte 82 le partite ed essere ancora fresco ai playoff. Ovviamente però se la partita lo richiede e dobbiamo scendere in campo con un quintetto alto con me da centro sono disposto a farlo: sono disposto a fare qualsiasi cosa pur di vincere”. E secondo Anthony Davis – uno da quasi 24 punti a sera in carriera – la vittoria passa prima dalla difesa che dall’attacco: “Il mio vero obiettivo – rivela – è vincere il premio di difensore dell’anno. Se sarò in grado di riuscirci allora penso di poter davvero aiutare questa squadra a vincere. L’attacco arriverà ma io voglio responsabilizzare tutti i miei compagni, a partire proprio da LeBron, a dare il meglio possibile in difesa. Voglio sia il mio nome che quello di LeBron nel primo quintetto difensivo, e io voglio il premio di difensore dell’anno. Se sapremo tenere gli avversari sotto i 100 punti a sera – che forse è irreale ma dovrebbe restare il nostro obiettivo – possiamo vincere l’anello”. Proclami importanti, ancora di più in una piazza calda come quella di Los Angeles, che Anthony Davis sta iniziando a conoscere: “Certo, il mercato è diverso, le attenzioni dei media sono diverse, l’atmosfera è molto diversa. Ma alla fine è sempre pallacanestro, un qualcosa che ho fatto per tutta la mia vita, negli ultimi 23 anni. Dio mi ha dato il talento di giocare ad altissimo livello e questa è un’opportunità di farlo e una sfida che non vedo l’ora di abbracciare”. Manca ancora un mese e mezzo al via del campionato, ma Anthony Davis sembra già voglioso di saltare sulla prima palla a due.

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