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NBA, Carmelo Anthony vestirà la maglia n°00 ai Blazers: "Sarò sempre il n°7"

NBA

L'ultimo acquisto dei Blazers racconta: "L’ultimo anno e mezzo è stato un sali-e-scendi emotivo pazzesco: se siamo tutti sulla stessa lunghezza d'onda, posso far bene". Vestirà la maglia n°00 e sui social sottolinea: "Sarò per sempre il numero 7", lanciando l'hashtag #007 e chiudendo la diatriba con chi non voleva prendesse il posto dell'indimenticato Brandon Roy

L’esordio è atteso per la gara a New Orleans: il capitolo (probabilmente finale) della carriera di Carmelo Anthony lo vedrà con la maglia n°00 di Portland - come si apprende dal comunicato che ufficializza il suo ritorno - quella che l’ex campione NCAA con Syracuse definisce “l’opportunità perfetta per me in questo momento”. Sono le prime parole di Anthony dopo la sua firma ai Blazers, affidate al suo canale Youtube, in un video intitolato “Il mio prossimo capitolo con i Portland Trail Blazers”. L’ex giocatore di Knicks, Thunder e Rockets racconta di essere già stato vicino in passato alla squadra dell’Oregon: “Li ho sempre avuti nel mirino, solo che in passato non si è mai concretizzato nulla”. Già nel 2017 CJ McCollum aveva provato a “reclutarlo”, arrivando anche a postare sul suo account Instagram una foto di ‘Melo con la canotta dei Blazers. “Negli ultimi due anni io e Dame [Lillard] ci siamo sempre tenuti in contatto, le conversazioni sono state frequenti; con CJ [McCollum] ci siamo allenati assieme negli ultimi quattro anni”, racconta Anthony. Che sempre avere le idee chiare sul suo innesto in squadra: “Voglio essere chiaro su quello che posso portare ai Blazers, sul modo in cui posso aiutarli a far bene: sono convinto che vinceremo questa scommessa se saremo tutti sulla stessa lunghezza d’onda”. L’accordo con la squadra diventerà garantito solo se Anthony sarà ancora a roster dopo il 7 gennaio: nel frattempo, per ogni giorno trascorso all’interno dell’organizzazione, prenderà 14.500 dollari. “È successo tutto in 48 ore, tra mercoledì e giovedì. Loro mi volevano immediatamente a disposizione, io ho chiesto 3-4 giorni per ricalibrarmi mentalmente ed emotivamente. Era come se mi fossi allontanato dalla pallacanestro negli ultimi tempi: ho dovuto farlo, per il mio bene”, aggiunge, aprendo così uno spiraglio su un periodo della sua vita – quello trascorso lontano dalla lega, non per sua volontà – non certo facile. “L’ultimo anno e mezzo per me è stato davvero un sali-e-scendi emotivo pazzesco”, ammette Anthony – ma quello che è successo in passato resta nel passato, non posso più farci nulla. Sicuramente ho imparato alcune lezioni, oggi vedo la realtà in maniera molto chiara, capisco molte più cose: il mio approccio ora è diverso”, assicura. Per Anthony, che non gioca una partita NBA dal novembre 2018 (le 10 gare in maglia Rockets) è come dover tornare a pensare a se stesso come un giocatore NBA: “Da quando ho ricevuto la chiamata dei Blazers, la sfida per me è stata quella di schiacciare l’interruttore e rimettermi in modalità attiva: allenarsi tanto per allenarsi, mentre aspetti una chiamata, è una cosa; allenarsi dopo avere ricevuto una chiamata, sapendo che scenderai in campo, è un’altra”. 

Da Lillard a Whiteside fino a McCollum: le parole dei suoi nuovi compagni

“Felicissimo”, l’aggettivo con cui Damian Lillard si descrive, alla notizia della firma di ‘Melo Anthony. “Una firma che ha senso, può darci cose di cui abbiamo bisogno: ‘Melo è un Hall of Famer. E poi non possiamo neppure troppo andare per il sottile: siamo in pochi”, ammette, alludendo agli infortuni che hanno bloccato Zach Collins. “Magari sarà un po’ arruginito, sarebbe normale, ma un giocatore della sua esperienza sono sicuro sarà in grado di avere impatto da subito”. Felicità, quella di Lillard per il ritorno in campo di Anthony, condivisa anche da Hassan Whiteside, “soprattutto per lui, ma anche per i tifosi, per tutta la NBA. Ci sarà interesse attorno al suo ritorno, la gente vuole scoprire come può andare. È una curiosità che ho anch’io. Credo che la pallacanestro gli sia mancata, e sono certo che sarà pronto ad abbracciare la cultura di squadra che abbiamo qui a Portland. Può essere un tassello importante per questa squadra, ci aiuterà tantissimo”. “Hey, stiamo parlando di un giocatore che ha segnato 25.000 punti in questa lega”, ricorda CJ McCollum. “Conosce il gioco, è stato un All-Star per 10 anni, con lui in squadra abbiamo un realizzatore in più, un giocatore in più capace di aprire il campo col tiro da fuori – non un’addizione da poco se vedete come ci marcano stretto le squadre avversarie. Non posso parlare per lui, non so cosa sta provando, ma so cosa proverei io se avessi un’ultima opportunità per tornare a giocare ad alto livello lo sport che amo. Sono sicuro non veda l’ora di scendere in campo”. L’ultimo benvenuto arriva da Rodney Hood: “Carmelo è un duro, abbiamo bisogno di questa sua caratteristica. E poi sa segnare, ovviamente, non serve neppure dirlo. Soprattutto nei finali di partita, poter avere lui, Dame e CJ ci dà un’arma in più. Sono curioso di vedere come funzionerà il suo innesto”. Una curiosità condivisa da tutti.

Il post su Instagram e il nuovo hashtag: #007

Pochi minuti dopo l’annuncio ufficiale sul sito dei Blazers, lo stesso Anthony ha postato su Instagram un’immagine che lo ritrae (rigorosamente con il cappuccio ben calato sulla fronte), in cui spiega la scelta del n°00 - facendo riferimento all’assonanza con il simbolo dell’infinito, di un percorso senza fine e dando un significato molto profondo a questa ripartenza. “L’opportunità di avere un nuovo e grande inizio con il passato lasciato alle spalle”, si legge tra le frasi pubblicate sul social. E poi un ultimo riferimento a chi sognava di rivederlo ancora una volta con il numero 7 sulle spalle - un simbolo a Portland, vestito da Brandon Roy e rimasto negli ultimi anni un tabù: “Sarò per sempre un 7”, chiosa Anthony con tanto di hashtag che unisce il passato e il presente: #007, un agente speciale che i Blazers sperano di poter sfruttare al meglio.

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