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NBA, un ko che sa di crisi per i Sixers: "Ora dobbiamo guardarci negli occhi"

NBA

Josh Richardson, uno dei nuovi arrivati a Philadelphia, "scoperchia" i malumori dello spogliatoio dei 76ers dopo il secco ko contro i Pacers: "Dobbiamo prenderci le nostre responsabilità", dice, mentre Harris aggiunge: "Fondamentale guardarci negli occhi prima e allo specchio poi"

L’assenza di Joel Embiid non basta: se i Philadelphia 76ers vogliono considerarsi – ed essere considerati – una squadra da titolo, sconfitte come quella contro Indiana non possono essere accettate. Un tremendo parziale nel secondo quarto (17-2), un divario arrivato anche fino a 36 punti e un elettrocardiogramma piatto per tutta la partita. Tanto che a fine gara, Josh Richardson su tutti, ma anche Tobias Harris e Ben Simmons, hanno parole dure di autocritica, che sembrano tratteggiare una situazione non certo idialliaca all’interno dello spogliatoio della squadra di coach Brett Brown, arrivata alla terza sconfitta in fila (e la sesta nelle ultime nove): “Occorre prendersi maggiormente le proprie responsabilità, e far sì che ognuno risponda di quello che fa in allenamento e in partita”, tuona Josh Richardson dopo il ko contro i Pacers. “Ci sono parecchie facce nuove in squadra – io sono uno di questi – per cui a volte è come se ci fosse paura di dire qualcosa in faccia a un nuovo compagno. Ci sono state partite in cui lo sforzo è stato buono, ma in tante altre no, siamo solo scesi in campo senza mettere in campo tutto quello che possiamo mettere in campo, ed è qui che iniziano i problemi. Dobbiamo crescere all’interno del nostro spogliatoio”, fa sapere l’ex guardia dei Miami Heat. Il suo arrivo (per il problematico Jimmy Butler) e quello di un veterano da tutti rispettato e ammirato come Al Horford sembravano pensati proprio in quest’ottica, per fornire una guida alle due giovani superstar della squadra, Joel Embiid e Ben Simmons. E ora i veterani si fanno sentire, a testimonianza che qualcosa dentro ai Sixers non va. “Onestamente credo sia arrivato il momento di guardarci negli occhi tra di noi e poi guardarci allo specchio, dentro ognuno di noi, e farsi un bell’esame di coscienza”, le dure parole di Tobias Harris. “Da lì, ognuno di noi può iniziare a migliorare individualmente per poi portare sul tavolo questi miglioramenti e unirli a quelli di ciascun altro”. Nel commentare il brutto ko contro Indiana, Harris mette l’accento sulla “mancanza di energia” dell’intero gruppo”, ma poi prova a trovare una via d’uscita per lasciarsi alle spalle il brutto periodo nella natura stessa del calendario NBA: “Finita una partita ce n’è già un’altra, ma ovviamente sta a noi costruire una certa costanza nelle nostre prestazioni”, dice, alludendo anche alla recente vittoria (solo il giorno di Natale) contro i Milwaukee Bucks come alla dimostrazione delle potenzialità dei Sixers.

Simmons fa autocritica: “Dobbiamo assumerci le nostre responsabilità”

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Ben Simmons, l’unica delle due superstar in campo (18 punti e 10 rimbalzi), stante l’assenza di Embiid. “Troppo spesso ci sono serate come questa in cui sembra che faremmo meglio a non essere neppure in campo. Dobbiamo assumerci le nostre responsabilità, guardarci allo specchio e capire cosa vogliamo tirar fuori da questo gruppo”, sottolineando come i Sixers debbano “anche dal punto di vista tecnico, seguire tutti uno spartito comune”. Spartito che invece la squadra di caoch Brown sembra trovare e perdere con uguale facilità: 5 vittorie in fila per iniziare la stagione, 5 sconfitte nelle successive 7 gare, poi 13 successi nelle successive 15 e quindi ancora tre ko consecutivi, tre vittorie e gli ultimi tre recenti scivoloni. Così i Sixers sono scivolati al sesto posto a Est (sorpassati proprio da Indiana), e senza una maggior continuità – nello sforzo prima ancora che nei risultati – difficile poter ambire a grandi traguardi.

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