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Mercato NBA, il presidente dei Minnesota Timberwolves blinda Towns: "Non si tocca"

NBA
©Getty

Nonostante la stagione negativa della squadra, i Minnesota Timberwolves non hanno alcuna intenzione di cedere Karl-Anthony Towns: “È intoccabile, stiamo costruendo la squadra attorno a lui. Continueremo a cercare opportunità per migliorarci sul mercato”

La stagione dei Minnesota Timberwolves non sta andando esattamente come immaginato. Dopo una buona partenza con 10 vittorie e 8 sconfitte, ora i T’Wolves hanno un record di 15-29, complice una striscia di sette sconfitte consecutive che li ha fatti sprofondare fino al 13° posto nella Western Conference, a cinque gare e mezzo di distanza dall’ultimo posto buono per i playoff. Un gap probabilmente incolmabile nonostante il rientro a pieno regime di Karl-Anthony Towns, che contro i Chicago Bulls ha firmato il suo massimo stagionale con 40 punti ma non è riuscito a impedire la sconfitta davanti all’ex Zach LaVine. Nonostante il record negativo e le voci che da qualche tempo ormai raccontano dell’insoddisfazione di Towns, il presidente dei T’Wolves Gersson Rosas ha avuto parole molto chiare sul futuro della sua stella 24enne: “Karl-Anthony Towns è intoccabile” ha detto a ESPN. “È il miglior giocatore della nostra squadra e vogliamo costruire attorno a lui. Tutto quello che facciamo è fatto per aiutarlo a diventare il miglior giocatore possibile, e lui ci aiuta a diventare la miglior squadra possibile. È un talento speciale: faremo tutto il possibile per aiutarlo a raggiungere il massimo potenziale”. Questo significa anche cercare accordi sul mercato, dopo quello che ha già portato in città Allen Crabbe e Traveon Graham. “Siamo stati molto aggressivi nel cercare opportunità per migliorare la squadra e continueremo a farlo” ha detto Rosas. “Se c’è uno scambio che ci può dare una mano, approfitteremo delle occasioni che si verranno a creare”.

Towns: “Vincere in NBA è difficile, il margine di errore è minuscolo”

L’infortunio che ha portato KAT a saltare 15 partite non ha aiutato le sorti di Minnesota, ma essendo solo al primo anno del suo contratto quinquennale da 158 milioni di dollari complessivi non c’è alcuna fretta di cederlo, visto che potrà diventare free agent solo nel 2024. “È stato il primo infortunio grave della mia carriera: ora mi sento bene, ma mi sono dovuto reinserire negli schemi della squadra” ha detto dopo la gara coi Bulls. “Sono cambiate tante cose mentre io ero fuori. Le mie parole sono state prese nella maniera sbagliata: volevo solo dire che le chiamate non erano più per me, ma il coaching staff ha fatto un grande lavoro e ne abbiamo discusso tutti assieme. La gente pensa che vincere in NBA sia facile, mentre è davvero difficile. Ci sono i migliori al mondo in campo tutti assieme che provano a vincere una partita di pallacanestro: il margine di errore è minuscolo. Possiamo fare 98 cose buone su 100 e farci i complimenti su quelle 98, ma ne bastano anche solo due per perdere in NBA”. 

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