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NBA, Bradley Beal come Kobe: due giorni di fila oltre i 50 punti, ma con due sconfitte

IL RECORD
©Getty

Con i 55 punti segnati contro Milwaukee, arrivati il giorno dopo i 53 contro Chicago,  la stella di Washington è diventato il primo giocatore dopo Kobe Bryant nel 2007 a segnare più di 50 punti in due partite in back-to-back. Un'impresa realizzata proprio nel giorno della celebrazione pubblica di Bryant a Los Angeles. A differenza di Kobe però per Beal sono arrivate due sconfitte

Due prestazioni clamorose realizzate in due giorni: era da Kobe Bryant nel 2007 che un giocatore NBA non segnava più di 50 punti in un back-to-back. A differenza della ex stella dei Lakers per Bradley Beal sono però arrivate due sconfitte. Quella contro Milwaukee è arrivata all’overtime nonostante i suoi 55 punti, che hanno ritoccato il suo career high da 53 realizzato solo la sera prima a Chicago. Contro i Bucks Beal ha tirato 19/33 dal campo, con un fantastico 8/13 dall’arco e 9/10 dalla lunetta in 41 minuti sul parquet. “Ero caldo e mi sono divertito – ha detto nonostante il ko – probabilmente è stata la partita più divertente che abbia mai giocato”. Beal a fine partita ha confessato di non sapere di aver eguagliato Kobe Bryant: “È pazzesco – ha detto – non lo sapevo. Ecco chi era Kobe. La cerimonia di oggi ce lo ha ricordato ancora, e le lacrime sono tornate di nuovo”. Bryant aveva segnato 60 punti contro Memphis e 50 contro New Orleans il 22 e 23 marzo 2007, nelle ultime due partite di una storica striscia di quattro oltre quota 50. Per i Lakers erano arrivate quattro vittorie, a differenza di quanto successo ai Wizards. Gli altri giocatori a segnare più di 50 punti in due partite consecutive perdendole sono stati Wilt Chamberlain, James Harden e Devin Booker. Beal è però il primo a farlo in back-to-back. “Una cosa che ho imparato da Kobe Bryant – ha proseguito Beal – è che quello che conta non sono i punti segnati, o gli All-Star Game giocati, perché alla fine quando smetterò non mi ricorderete per queste cose. E sento che è quello che sta succedendo per Kobe. Quello che conta di più è il tuo impatto sugli altri, quello che lasci ai tuoi compagni di squadra. È quello che ti porti nel cuore e ti resta per tutta la vita”.

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