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NBA: Steph Curry, il ritorno in campo contro i Raptors e il saluto di LeBron via Twitter

IL PROTAGONISTA
©Getty

Il n°30 di Golden State è ritornato in campo dopo oltre 4 mesi di dall'infortunio alla mano, subito protagonista con gli Warriors nonostante il ko subito in volata. A celebrarne il rientro ci pensa anche il n°23 dei Lakers: "Sei mancato alla pallacanestro"

È entrato in campo correndo, superando con slancio i 14 scalini che dividono lo spogliatoio del Chase Center dal parquet. Tutto il pubblico lo aspettava, sugli spalti e davanti la TV, ma il più impaziente era proprio Steph Curry. Il n°30 degli Warriors non vedeva l’ora di tornare a fare ciò che più gli piace - assente per oltre quattro mesi dopo la rottura dell’osso della mano sinistra, la doppia operazione e la lunga riabilitazione. Un’emozione che non gli ha impedito sin da subito di incidere, nonostante l’imprecisione mostrata in avvio, la ruggine quando si è trattato di tentare le conclusioni nei primi passaggi della gara. Poi invece tutto è andato per il verso giusto, a partire dalla sua condizione fisica: “È uscito dal campo che stava bene, questa è la cosa più importante: dalla prossima gara possiamo iniziare ad aumentare il suo minutaggio”, sottolinea Steve Kerr, che ha utilizzato il numero 30 per 27 minuti contro i Raptors. Mentre a chi gli chiede conto dei tanti passaggi fatti con la mano sinistra, del fatto se fosse un tentativo di testare la condizione dell'osso lo stesso Curry risponde: "Mi hai mai visto giocare negli ultimi 10 anni? È stato tutto naturale, per fortuna non ho avuto problemi". Uno sforzo che è servito a Golden State per restare a lungo a contatto con i campioni in carica, ma non è bastato per evitare la sconfitta.

I canestri, il gioco da quattro punti e il tweet di LeBron

Alla sirena finale per Curry sono 23 punti, 7 assist e 7 rimbalzi, ma più che i numeri a pesare (come spesso accade nel suo caso) è l’energia che riesce a trasmettere a tutto ciò che gli sta attorno. La prima giocata del due volte MVP arriva dopo poco più di due minuti: un’innocua conduzione di palla laterale, un taglio verso il centro e poi una saetta. Un lampo, un passaggio dietro la schiena che fa impazzire il pubblico di casa. Per ammirare il primo canestro invece bisogna aspettare la seconda frazione (la presenza di Curry viene sapientemente centellinata, per evitare sforzi troppo lunghi): un circus shot dei suoi, fuori equilibrio, appoggiandosi al tabellone grazie a una parabola impossibile. Il risultato sono due punti, più il tiro libero supplementare. Quello che tutti aspettano però è la tripla, che non tarda ad arrivare: sulla sirena, in uscita da una situazione complicata, da quasi nove metri e correndo con il corpo all’indietro. Quanto di più Curry ci si potesse aspettare. A chiudere virtualmente il cerchio arriva invece la giocata da quattro punti: tripla frontale con fallo ed esultanza tipica del numero 30. Sorriso e gesto a rimarcare che il conto dei punti è salito di quattro in un colpo solo. Il Chase Center ha occhi solo per lui e Golden State riesce in qualche modo a combattere fino alla sirena. Un meraviglioso spot per la pallacanestro, tanto da spingere già durante la gara anche LeBron James a twittare: “Sono felice di rivedere in azione Curry, sei mancato tanto alla pallacanestro”.

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