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DeAndre Jordan: “Coach Atkinson fatto fuori per colpa di Irving? Sono caz**te”

brooklyn
©Getty

A margine della prima vittoria dei Nets con coach Vaughn in panchina, il centro di Brooklyn amico di Irving e Durant ha duramente smentito le voci circolate nelle ultime ore: “È stata una scelta che ha colto tutti di sorpresa, la NBA è un business, funziona così. Ora cambieranno molte cose”

DeAndre Jordan non ci sta, non accetta la lettura che viene fatta della situazione in casa Nets e di quanto accaduto dopo l’allontanamento a sorpresa di coach Atkinson. Per questo il centro dei Nets, imbeccato dai cronisti, rispedisce al mittente le illazioni e le ricostruzione giornalistiche circolate in questi giorni. “Certo, sono una delle persone più vicine in spogliatoio a Kyrie, ma in questa squadra anche Wilson Chandler è un nuovo giocatore, così come Garrett Temple ad esempio. Siamo tutti arrivati la scorsa estate, per questo quando fate riferimento ai fantomatici “volti nuovi”, dovete tenere conto che in questo roster sono cambiati otto giocatori negli ultimi mesi. Credo che, rispetto a tutto quello che è stato detto o scritto, le supposizioni che fanno la colpa a Kyrie e KD sono soltanto delle caz**te”. Lo stesso Jordan conferma che, appena è stata resa nota la notizia, lui è stato tra i primi a rimanere senza parole di fronte a una notizia inattesa: “Ho sempre detto e pensato che coach Atkinson ha fatto un grande lavoro con noi, tutti i ragazzi in spogliatoio erano molto affezionati a lui e sarà dura abituarsi a non averlo più con noi. Sappiamo bene come la NBA sia un business: i giocatori vengono tagliati, gli allenatori licenziati, vengono messe in piedi trade all’ultimo momento. È così che funziona questa lega”. Del cambio in panchina uno dei primi a beneficiarne in realtà è stato proprio l’ex centro dei Clippers, schierato subito titolare da coach Jacque Vaughn - vincente all’esordio da allenatore nella sfida contro Chicago: Jordan era partito in quintetto soltanto 4 volte in regular season, riserva di Jarrett Allen che invece è scivolato tra i panchinari in questa prima gara della nuova gestione: “Non è una questione di singolo giocatore o un testa a testa a chi riesce a prendersi spazio in campo. Sappiamo che da oggi le cose andranno in un’altra direzione”, chiosa Jordan.

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