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NBA, un terzo positivo al coronavirus, stavolta a Detroit: è Christian Wood

NBA
©Getty

Il lungo dei Pistons era reduce da due prestazioni straordinarie: il massimo in carriera a quota 32 punti contro Philadelphia e, quattro giorni prima, una gara da 30 con 11 rimbalzi contro Utah. Che però potrebbe essergli costata cara

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Sabato 7 marzo nella sfida contro Utah Christian Wood aveva messo a segno il suo massimo in carriera, 30 punti con anche 11 rimbalzi, ma solo quattro sere dopo — impegnato con i suoi Detroit Pistons contro i Philadelphia 76ers — quel career-high era già riuscito a ritoccarlo, portandolo a 32 punti, frutto di una serata magica al tiro: 14/18 dal campo con anche 3/4 da tre. Le migliori due gare della sua carriera arrivate peraltro contro due avversari di tutto rispetto tra i lunghi avversari, Rudy Gobert (miglior difensore NBA negli ultimi due anni) e Joel Embiid. Proprio quella sfida contro i Jazz, però, potrebbero essergli costata cara: Wood è diventato il primo giocatore NBA a risultare positivo al coronavirus al di fuori degli Utah Jazz, che hanno fatto registrare la prima positività (Gobert, appunto) e poi anche la seconda (Donovan Mitchell). Proprio il fatto che i Pistons fossero una delle squadre ad aver affrontato i Jazz negli ultimi dieci giorni — come i Raptors, tutti negativi — ha portato alla necessità di una verifica dello stato di salute dei suoi giocatori. A fare di Wood un giocatore maggiormente a rischio, il fatto che il lungo avrebbe denunciato qualche sintomo influenzale già prima di scendere in campo contro Embiid e i Sixers. Oggi, a positività riscontrata, Wood ha fatto comunque sapere di non presentare sintomi e di star bene.
Il giocatore dei Pistons — due anni a UNLV al college, senza però venir scelto al Draft 2015, prima transitato anche da Findlay Prep, sempre nel Nevada, nella squadra delle 54 vittorie consecutive — stava avendo le sue migliori cifre in carriera (oltre 13 punti e 6 rimbalzi di media con il 56.7% dal campo e un ottimo 38.6% da oltre l’arco) se si eccettua il periodo a fine campionato trascorso in maglia Pelicans nella primavera 2019. Per lui — e ovviamente anche per tutti i suoi compagni — ora invece inizia il processo di quarantena e di isolamento forzato.

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