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NBA, Nunn provoca: "Il rookie dell’anno sono io". E Morant se la ride sui social

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©Getty

Il rookie dei Miami Heat ha detto di meritare il premio di rookie dell’anno "perché le vittorie sono ciò che conta di più in assoluto e noi siamo una squadra da playoff". Ja Morant su Twitter ha commentato la frase con una GIF di se stesso che ride incredulo e poi ha aggiunto: "Quando rappresenti una minaccia, sei sempre un bersaglio"

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Ai giocatori mancherà anche il campo da gioco, ma di sicuro non manca la voglia di parlare — specialmente se c’è da creare un po’ di polemica. È il caso di Kendrick Nunn, rookie dei Miami Heat, che parlando con il South Florida Sun Sentinel ha espresso tutta la sua fiducia nei suoi mezzi auto-proclamandosi come miglior matricola della stagione: “Il rookie dell’anno sono io” ha detto senza mezzi termini, anche quando gli è stato ricordato della presenza (e delle cifre superiori) di Ja Morant. “La gente pensa che il premio debba andare a lui, ma io non ci credo” ha continuato la guardia degli Heat. “Il valore più importante dovrebbero essere le vittorie. Entrambe partiamo titolari nelle nostre squadre, ma la nostra ha retto meglio. Siamo una squadra da playoff, perciò il premio di Rookie dell’anno dovrebbe andare a Kendrick Nunn”. Già l’uso della terza persona dovrebbe dire molto della sua opinione di sé, anche se bisogna pur sempre ricordare che molti dei giocatori NBA non sarebbero arrivati dove sono arrivati senza una granitica fiducia nei propri mezzi — anche talvolta esagerata. Quando c’è una situazione che lo riguarda, però, Ja Morant non è tipo da farla passare sotto silenzio: dopo aver visto un tweet con le frasi di Nunn, il playmaker dei Memphis Grizzlies (che prima della sospensione avevano l’ottavo record a Ovest, perciò sono anche loro tecnicamente una squadra da playoff) ha condiviso una GIF di se stesso che si porta le mani davanti alla bocca per non ridere, segno evidente di quale sia il suo pensiero sulla vicenda. Subito dopo ha aggiunto: “Quando rappresenti una minaccia, sei sempre un bersaglio”. C’è da scommettere che al prossimo incontro tra i due nessuno si sarà dimenticato dell’altro.

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