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NBA, Alex Caruso: "Mi chiamano GOAT per il tipo di ragazzo che sono"

PAROLE
©Getty

L’idolo dei tifosi dei Lakers Alex Caruso ha rivelato all’L.A. Times perché viene chiamato GOAT, acronimo di migliore di tutti i tempi: "È divertente, mi fa ridere ogni volta. Il resto del mondo lo prende in termini cestistici, ma i miei compagni fanno riferimento al tipo di ragazzo che sono"

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Da quando ha firmato con i Los Angeles Lakers nel 2017, Alex Caruso è diventato un beniamino dei tifosi in giro per il mondo, tanto da essere votato come quarta guardia all’All-Star Game nella Western Conference. Ma la guardia gialloviola non è apprezzato solamente dai fan, quanto soprattutto dai suoi compagni di squadra — a partire da LeBron James che lo ha risoprannominato “GOAT”, acronimo di Greatest Of All Time, ovverosia il migliore di sempre. Un titolo che di solito fa riferimento a Michael Jordan o ad altri grandi del gioco della pallacanestro, ma è lo stesso Caruso a sottolineare come il nickname non sia da intendersi in termini cestistici: “È divertente, ogni volta che viene fuori mi fa ridere” ha detto in un’intervista all’L.A. Times. “Forse adesso ha perso un po’ di novità visto che tutti in squadra mi chiamano così, ma all’inizio faceva davvero ridere. Il mondo fuori potrà pensare che sia in termini cestistici, ma i miei compagni mi chiamano così per il tipo di ragazzo che sono in spogliatoio. E poi perché sono uno di quelli che sono bravi a giocare a pallacanestro, anche se non ne ho l’apparenza”. 

La chat di gruppo dei Lakers e il canale Twitch

Il coronavirus ha sospeso una stagione che per i Lakers di Caruso aveva tutte le prerogative per diventare memorabile, con cinque partite e mezzo di vantaggio sul secondo posto nella Western Conference e due vittorie di prestigio contro Milwaukee Bucks e L.A. Clippers. “È brutto non poter continuare a giocare e inseguire il nostro obiettivo di vincere il titolo. La situazione è assurda, totalmente senza precedenti. Nessuno ha davvero delle risposte: provo a fare del mio meglio e affrontarla giorno dopo giorno, ma è dura. Tutti vorrebbero finire la stagione, non solo per i nostri obiettivi ma per l’amore del gioco: tutti noi vorremmo scendere di nuovo in campo e fare ciò che amiamo”. La cosa che più manca a Caruso però è l’interazione quotidiana in spogliatoio con i suoi compagni di squadra: “Facciamo allenamenti di gruppo su Zoom, abbiamo una serie di pesi, elastici e attrezzi che la franchigia ci ha fatto arrivare, io ho anche un tapis roulant e una bicicletta per potermi tenere in forma. Ma non avere accesso al campo di allenamento cambia tutto. È dura rimanere lontano dai miei compagni perché ci divertivamo troppo assieme: siamo un gruppo che si è unito subito ed è una cosa speciale. Nella nostra chat di gruppo non abbiamo mai smesso di sentirci, però non è uguale a prima”. Ora le giornate passano soprattutto davanti ai videogiochi, aprendo anche un suo canale Twitch: “Gioco regolarmente coi miei amici di sempre, perciò ho pensato che potesse essere divertente per i fan seguirci online. La cosa bella è l’interazione coi tifosi: facendoti domande direttamente, possono conoscerti per la persona che sei e non solo per quello che vedono in tv”.

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