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NBA, Kawhi Leonard battuto in tribunale: il logo "Klaw" resta a Nike

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©Getty

L'ormai celebre mano gigante del n°2 dei Clippers è diventata il logo che fino al 2018 ha rappresentato il suo brand: dopo il passaggio a New Balance, Leonard ha chiesto di ottenere il copyright sul marchio, ma stando a quanto riportato da TMZ Sports, la sentenza è stata di altro avviso

Non succede molto spesso sul parquet, ma in tribunale Kawhi Leonard è stato costretto a incassare una sconfitta legale in una causa portata avanti da diversi mesi con Nike e legata al logo “Klaw”. Il n°2 dei Clippers sperava di poter acquisire il diritto di detenere il copyright sul marchio, ma stando a quanto riportato da TMZ Sports la decisione ha sottolineato che: “È stata l’azienda attraverso l’utilizzo delle sue competenze intellettuali a disegnarlo e a renderlo un segno distintivo ben diverso da quelle che erano le indicazioni e gli schizzi iniziali presentati da Leonard”. Frutto di una rielaborazione indipendente di altri quindi e non semplice utilizzo di un suo disegno: Leonard infatti aveva spiegato che l’idea del logo “Klaw” risalisse ai suoi anni al college (2009-11), quando non aveva alcun rapporto di partnership con la Nike - iniziato soltanto nell’autunno 2011 e portato avanti fino al 2018 - e che dunque dovesse detenere il diritto di gestirlo in maniera autonoma. Uno scontro diventato un grosso problema nel momento in cui l’MVP delle ultime Finals ha deciso di firmare un nuovo accordo di sponsorizzazione con New Balance, perdendo dunque il diritto di utilizzo su quel marchio che per anni aveva rappresentato il suo brand. Secondo quanto aggiunto da Maxine Bernstein su “The Oregonian”: “Il simbolo Klaw non è semplicemente un derivato delle sue indicazioni, ma il giudice distrettuale Michael W. Mosman ha trovato il logo nuovo e significativamente differente nel design rispetto alla bozza iniziale”. La risposta ufficiale è stata affidata a Peter R. Ginsberg, l’avvocato che ha portato avanti l’istanza del n°2 dei Clippers: “Kawhi ha messo anima e cuore nella creazione di quel logo e siamo ovviamente molto dispiaciuti per la decisione presa, adesso dovremo fare altre considerazioni per cercare in ogni modo di tutelare gli interessi del mio assistito”. 

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