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NBA, Utah: "Tutto a posto tra Mitchell e Gobert: assieme anche in futuro per vincere"

NBA
©Getty

Sono le parole del dirigente dei Jazz Dennis Lindsey, che assicura che gli screzi tra i due All-Star della squadra legati alla positività del francese al Covid-19 e al suo comportamento superficiale al riguardo sono ormai alle spalle. "Sanno di aver bisogno uno dell'altro per vincere", afferma con molto pragmatismo

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Gli Utah Jazz sono stati la prima squadra NBA a denunciare un giocatore positivo al Covid-19 (Rudy Gobert) e anche quella che è andata più vicina ad auto-distruggersi per via di quanto successo con la diffusione del coronavirus. Quarti a Ovest al momento dello stop, con un record di 41 vittorie e 23 sconfitte, i Jazz hanno basato le loro fortune sull’asse Donovan Mitchell-Rudy Gobert, solo lo scorso febbraio incoronati entrambi All-Star per la prima volta in carriera. Ma il loro rapporto — è stato discusso a lungo — si è incrinato seriamente per via del comportamento platealmente superficiale e irresponsabile di Rudy Gobert nei confronti di un virus di cui — soprattutto in quell’11 marzo — si sapeva forse ancora troppo poco. Acqua passata, assicura oggi il vice-president of basketball operations della franchigia di Salt Lake City Dennis Lindsey: “Sono pronti a mettersi tutto alle spalle, guardare avanti e continuare a comportarsi in maniera professionale”, assicura il dirigente dei Jazz. “Sentite: quella serata dell’11 marzo, e l’esplosione del Covid-19, sono stati momenti senza precedenti che hanno trascinato la nostra squadra sotto i riflettori. Ma noi restiamo molto fiduciosi in questo gruppo di giocatori, e in particolare sulla presenza di Donovan e di Rudy. Hanno discusso tra loro e hanno entrambi parlato con la proprietà, con la dirigenza, con il coaching staff e con i loro compagni: non vediamo tutti l’ora di andare avanti”, fa sapere Lindsey. Che aggiunge del sano pragmatismo alla storia della riconciliazione: “Alla fin fine sanno di avere uno bisogno dell’altro se vogliamo arrivare dove vogliamo arrivare, e il nostro obiettivo è quello di essere l’ultima squadra ancora in piedi alla fine del campionato”. Impossibile farlo o senza Mitchell (al suo massimo in carriera per punti — oltre 24 a sera — ma anche rimbalzi e assist) o senza Gobert (oltre 15 punti a sera ma soprattutto 13.7 rimbalzi, suo personale career-high): su questo sono tutti d’accordo.