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The Last Dance, Jordan: "Sarei tornato per il 7° titolo". E la reazione diventa un meme

THE LAST DANCE
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Michael Jordan ha rivelato che avrebbe firmato con i Chicago Bulls per tornare nel 1998-99 e provare a vincere il settimo titolo. E davanti alle parole del proprietario Jerry Reinsdorf su quella squadra, la sua espressione è diventata ancora una volta un meme

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E se “The Last Dance” non fosse stato davvero l’ultimo ballo? Nell’ultima puntata della docu-serie sui Chicago Bulls degli anni ’90 — disponibile in Italia su Netflix e a un prezzo vantaggioso per gli abbonati Sky con Intrattenimento Plus su Sky Q —, Michael Jordan ha rivelato che dopo il sesto titolo avrebbe accettato un contratto di un anno per tornare di nuovo e cercare di vincere il settimo anello, il quarto consecutivo. “Se avessero offerto a tutti i ragazzi che hanno vinto nel ’98 un anno di contratto per vincere il segno, secondo voi non avrebbero firmato? Certo che lo avrebbero fatto” ha detto MJ. “Io di sicuro lo avrei fatto, tanto firmavo di anno in anno già da qualche tempo”. Il problema però era che fin dall’inizio il general manager Jerry Krause aveva detto a Phil Jackson che non sarebbe stato rinnovato come allenatore della squadra, dando a quella stagione il titolo di “The Last Dance” fin dal training camp. La rivelazione del decimo episodio però è che il proprietario della squadra, Jerry Reinsdorf, dopo la vittoria del sesto titolo offrì a Jackson l’opportunità di tornare. “Lo chiamai dicendogli che si era meritato la chance di tornare, indipendentemente da quello che era stato detto” dice Reinsdorf. Jackson però rispose: "Penso di dovermi prendere una pausa, e non sarebbe giusto per Jerry. So che sarebbe difficile per lui accettarlo".

Il meme sulle parole di Reinsdorf e il rimpianto per il settimo titolo

Nel documentario, quando a MJ viene passato un iPad per vedere le parole di Reinsdorf sul motivo per cui ha deciso di smantellare quella squadra, il suo sguardo si accende all’improvviso, dicendo: “Non vedo l’ora di sentire cosa ha detto. Non ne abbiamo mai parlato direttamente, ho semplicemente fatto le mie supposizioni a riguardo”. Ma quando Jordan sente definire come “un suicidio” l’idea di riportare assieme un gruppo così vecchio a cifre fuori mercato ma che, allo stesso tempo, "Krause avrebbe saputo ricostruire una squadra da titolo attorno a un Michael sano nel giro di un paio di anni", il suo volto si è contratto in una smorfia diventata istantaneamente un nuovo meme. "Sin dall’inizio sapevamo che non ci avrebbero tenuti, specialmente dopo quello che hanno detto a Phil" ha detto Jordan. "Avrebbero potuto rimangiarsi quanto detto fin dall’inizio, se avessero voluto. Perché invece lo hanno detto sin da inizio stagione?". Jordan, comunque, rimane convinto che sarebbe riuscito a convincere tutti a tornare per dare la caccia a un altro titolo, anche perché — pur ammettendo che il titolo del 1998 è stato il migliore dei sei — non si sentiva gratificato nell’essersene andato al suo picco. "Mi mandava ai pazzi, perché pensavo che potessimo vincerne sette. E ci credo ancora. Magari non ci saremmo riusciti, ma perché non provarci? È una cosa che non riesco ad accettare". Probabilmente è anche per questo che due anni dopo ha deciso di tornare a giocare con gli Washington Wizards, pur senza riuscire a tornare ai playoff. Anche a distanza di 22 anni, però, la conclusione di quel 1997-98 non è ancora andato giù a MJ.

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