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The Last Dance, chi è la tifosa scatenata degli Indiana Pacers diventata virale

THE LAST DANCE

Il sito The Athletic ha scovato la tifosa degli Indiana Pacers che appare nel nono episodio di The Last Dance, diventata velocemente virale sui social: "Era mio compito entrare nella testa degli avversari"

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Se avete visto la nona puntata di The Last Dance, di sicuro vi sarà capitato di notare i due passaggi in cui una tifosa bionda degli Indiana Pacers urla profanità dietro la panchina dei Chicago Bulls di Michael Jordan. Un’immagine diventata velocemente virale sui social e che ha portato alla ribalta il volto di Kathy Martin Harrison, che è stata intervistata dal sito The Athletic. “Ero sul divano come tutti ascoltando Reggie Miller parlare e all’improvviso… eccomi lì. Ho pensato: ‘Oh cavolo’. Mio marito si è girato verso di me e mi ha detto: ‘E si vede esattamente quello che stai dicendo’”. Poco dopo quel momento, visto da quasi sei milioni di spettatori solo negli Stati Uniti, il telefono di Harrison ha cominciato a squillare e non si è più fermato fino alle 7 del mattino dopo, ricevendo messaggi e chiamate da tutto i paese — e perfino dalla Nuova Zelanda. “Tutti i miei piani per la giornata sono stati immediatamente cancellati” ha detto a The Athletic, anche se ha aggiunto che non capisce tutta l’attenzione che ha ricevuto. “Ero solo una donna in prima fila che gridava. Ok, ero solita usare tante parolacce, ma se avessimo una vita normale e i playoff, forse non avrebbe avuto tutta questa risonanza”.

Lo scambio di persona con la madre di Luke Kornet

Inizialmente Twitter pensava che si trattasse in realtà di Tracy Kornet, madre del lungo dei Chicago Bulls Luke Kornet e giornalista in un canale di Nashville, nota per essere particolarmente scatenata negli eventi sportivi. La somiglianza in effetti è evidente, ma è stata lei stessa a smentirla a The Athletic: “Il mio telefono è esploso perché ci assomigliamo parecchio e al tempo anche io ero scatenata, ma ho imparato a controllarmi ora perché Luke non lo sopporterebbe. A meno che qualcuno non gli faccia del male apposta: a quel punto non riesco a tenermi”.

Rivali, amici e il compito di Kathy Martin Harrison

Quei Chicago Bulls ovviamente non erano l’unica vittima di Kathy Martin Harrison, anzi: tutte le squadre in un modo o nell’altro avevano imparato a conoscerla, tanto che Joe Dumars — incrociandola una volta in aeroporto — disse immediatamente “Oh no, è quella tifosa dei Pacers”. Una delle sue vittime preferite era Patrick Ewing, storico centro dei New York Knicks con cui era solita prendersi a male parole, specialmente nei playoff del 1993 e 1994. Dopo la vittoria dei Pacers nel 2000, però, lo stesso centro allungò la mano verso di lei offrendole la tregua, immagine immortalata dalle telecamere in campo (“I miei amici e colleghi mi diedero della traditrice, ma sapevo che c’era molto più di quanto si vedeva”). Con altri invece, come il veterano M.L. Carr, aveva un rapporto splendido, gridando all’allenatore di farlo entrare e ricevendo dal giocatore un “No ti prego, se entro poi mi devo fare la doccia”. In generale, comunque, ha sempre sentito come sua responsabilità quella di entrare sotto pelle agli avversari per aiutare la sua squadra. “Ora non lo faccio più, le regole non lo permettono, mi sento in ansia anche solo ad alzarmi in piedi. Ma amo ancora i Pacers sin da quando mio padre mi portò a vederli nel 1967. E il mio compito era quello di entrare nelle teste degli avversari”.

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