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The Last Dance, le bugie di Michael Jordan su Isiah Thomas e i Pistons

THE LAST DANCE
©Getty

In un’intervista del 2011 Michael Jordan ha dichiarato esplicitamente che non voleva Isiah Thomas nel Dream Team del 1992, posizione poi ritirata e contraddetta in The Last Dance. E non è l’unica volta in cui MJ ha detto quello che gli era più conveniente

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Il grande poeta statunitense Walt Whitman diceva: ”Mi contraddico? Certo che mi contraddico! Sono grande, contengo moltitudini…”. Allo stesso modo, anche Michael Jordan — raccontando la sua lunga carriera e i suoi innumerevoli rivali — ha finito per contraddirsi in modo abbastanza evidente quando parla di Isiah Thomas e dei Detroit Pistons. Solo che stavolta ci sono le prove. In un vecchio audio di un’intervista con l’autorevole Jack McCallum nel 2011 (autore del podcast "The Dream Team Tapes"), Jordan dice esplicitamente che: “Quando Rod Thorn [capo di USA Basketball al tempo ed ex GM che ha scelto MJ al Draft, ndr] mi chiamò, io gli dissi: ‘Se c’è Isiah Thomas, io non gioco’. E Ron mi ha assicurato: ‘Anche Chuck [Daly] non vuole Isiah, perciò non farà parte della squadra’”. Una posizione molto diversa rispetto a quella detta in The Last Dance — disponibile su Netflix e per gli abbonati Sky che sottoscrivono Intrattenimento Plus su Sky Q —, nella quale spesso MJ è stato accusato di aver “piegato” la realtà a suo volere. “Prima del 1992, Rod Thorn mi disse che mi avrebbero voluto in squadra” ha detto Jordan nella serie del momento. “Gli chiesi: ‘Chi viene?’. E lui: ‘Quello di cui stai parlando o a cui stai pensando non sarà della squadra’”, facendo evidentemente riferimento a Thomas. Poi MJ ha aggiunto: “Rispetto il suo talento: per me dopo Magic Johnson è la miglior point guard di sempre. Non importa quanto lo odi, rispetto il suo gioco. Ora, si è detto in giro che io abbia chiesto che non ci fosse, ma non ho mai fatto il suo nome”.

L’altra contraddizione sui Pistons del 1991

C’è (almeno) un’altra occasione in cui Jordan è chiaramente in contraddizione con se stesso. In un’intervista con l’amico giornalista Ahmad Rashad per NBA TV — disponibile anche su Sky Sport NBA e on demand —, a precisa domanda sul “walkoff” dei Detroit Pistons sconfitti nel 1991 Jordan risponde “Se era una cosa personale? Noooooo”. Chiunque abbia visto The Last Dance invece sa che tutto era estremamente personale tra Bulls e Pistons in quegli anni, e che ancora oggi quell’affronto non è andato giù a Jordan. Evidentemente nel corso degli anni qualcosa deve essere cambiato, o semplicemente MJ non ha sempre detto ciò che realmente pensa, ma quello che più gli conveniva per raccontare la sua parte della storia.

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