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Phil Handy, il trainer degli MVP: "Per etica del lavoro, Kawhi Leonard come LeBron e Kobe"

NBA
©Getty

Ha lavorato con LeBron James a Cleveland, ora lo segue ai Lakers, ma nella stagione 2018-19 ha trascorso un anno a Toronto, in palestra con Kawhi Leonard: "Facile da allenare, intelligente, vuole essere un grande. Tutto il resto non gli interessa". E svela la sua attenzione al mid range game

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Il nome di Phil Handy può non dire molto eppure vanta due anelli di campione NBA e ha preso parte a tutte cinque le ultime finali NBA. Chi è? Un assistente allenatore/personal trainer che ha prima lavorato con LeBron James a Cleveland (dal 2013 al 2018), ora è con lui ai Lakers ma nel 2019 è stato a Toronto, lavorando a stretto contatto con Kawhi Leonard. E del n°2 oggi ai Clippers — uno attento a restare il più lontano possibile dai riflettori — ha recentemente parlato proprio Handy, arrivato in Canada, proprio come l’ex Spurs, nell’estate del 2018. “Gli mandai un messaggio dicendogli: ‘Siamo entrambi nuovi qui: ti aspetto in palestra per lavorare un po’. Mi rispose dicendomi di raggiungerlo a San Diego, che voleva iniziare subito”. E così è iniziato un rapporto che Handy dipinge come ideale, perché “a Kawhi interessa solo la pallacanestro. Ama giocare, ama allenarsi, non ha bisogno di tutto il resto — social media, fama, scemenze”. “È un vero topo da palestra — continua Handy — molto disciplinato, sulla falsariga di LeBron e di Kobe [con cui ha collaborato a lungo, ndr]. Lavora seriamente, si prende cura del suo corpo, è molto intelligente: Kawhi vuole essere un grande”.

Il segreto di Kawhi Leonard? Il suo mid range game

Handy poi entra nel dettaglio del lavoro tecnico portato avanti con il prodotto di San Diego State University: “Parlavamo sempre dell’importanza di prendere buoni tiri. Non da due, da tre, dal mid range: qualsiasi, purché fossero buoni, con ottime percentuali. Kawhi ci tiene a essere efficace al tiro da qualsiasi area del campo — e non escludevamo certo il mid range, anzi. Spesso viene dimenticata, ma noi ci lavoravamo ogni giorno: ditemi una squadra NBA che ha vinto un titolo tirando solo da tre o al ferro”, si chiede Handy. “Impossibile. Kawhi, MJ, Kobe, anche gli Warriors — che tiravano tanto da tre ma altrettanto dalla media distanza. E se si va a guardare, i game winner sono quasi sempre tiri dal mid range, da lì arrivano l’85/90% dei tiri che fanno vincere le partite”. Un punto di vista condiviso dallo stesso Leonard, che anche in passato ha sottolineato l’importanza dei tiri dalla media distanza “soprattutto nei playoff, quando si gioca a metà campo e le difese si concentrano per togliere agli attacchi i tiri da tre smarcati”. “È difficile marcare attaccanti che sanno segnare da due”, l’opinione del giocatore di L.A., che nell’anno del titolo a Toronto è stato il quinto giocatore NBA per tiri presi dal mid range (5.5 a sera) ma tra questi quello con la seconda miglior percentuale di realizzazione (seconda solo a quella di Kevin Durant). Un trend confermato anche ai Clippers, pur lontano da Handy: solo LaMarcus Aldridge tira più di Leonard in tutta la lega dal mid range, con il n°2 che al momento dello stop del campionato aveva già segnato 124 canestri.

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