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NBA, esplode Popovich: "Trump non vuole il bene comune, è inadatto a governare un Paese"

NBA
©Getty

Durissimo attacco dell'allenatore dei San Antonio Spurs al presidente USA, definito niente meno che un "leccapiedi del senatore Mitch McConnell, l'uomo che realmente comanda il Paese e che lo sta distruggendo per generazioni a venire". E poi provoca Trump: "Dovrebbe solo dire tre parole: Black. Lives. Matter. Ma non lo farà"

Finora la voce di Gregg Popovich mancava, al coro che si è alzato da più parti — giocatori, allenatori, proprietari e lo stesso commissioner — contro l’attuale situazione della società statunitense, dilaniata da mille odi, compreso quello razziale. Ma coach Pop non ha mai avuto timore nel manifestare apertamente il proprio pensiero — spesso critico nei confronti di Trump e dell’attuale amministrazione — e difatti la sua opinione è arrivata, puntuale come sempre ma mai come stavolta, forse, esplosiva e carica di rabbia: “La cosa che mi colpisce di più è che l’abbiamo vista tutti — e già anche in passato — la violenza della polizia e il razzismo di certi atti ma niente mai cambia. È per questo che le proteste hanno questa carica così esplosiva, ora. Ma senza una leadership seria e senza la comprensione del problema non ci sarà mai un cambiamento. E le persone bianche in America hanno evitato di confrontarsi con questa questione da sempre, perché abbiamo avuto il privilegio di poterlo fare. Anche questo deve cambiare. È incredibile — continua l’allenatore degli Spurs — se solo Trump avesse un cervello, anche se fosse cinico al 99%, prenderebbe la parola per dire qualcosa di utile a unire le persone. Ma questo a lui non interessa, neppure adesso — il che dà l’idea di quanto squilibrato sia. Conta solo la sua persona, gli importa solo di ciò da cui può beneficiare personalmente. Non c’è mai al centro il bene comune — non è mai stato così. È molto chiaro quello di cui abbiamo bisogno: abbiamo bisogno di un presidente che dica semplicemente che le vite dei neri contano [“Black Lives Matter”]. Deve solo dire queste tre parole, ma non lo farà e non sa farlo. Non sa farlo perché per lui è più importante non perdere seguito con quel piccolo gruppo di follower che danno un senso alla sua follia”.

“Donald Trump non è adatto a governare un Paese”

Il coach di San Antonio cerca di non cadere nell’errore di ricondurre tutto soltanto alla leadership di Donald Trump: “Non è solo lui, è tutto il sistema che deve cambiare. Io personalmente farò tutto quello che posso, perché così devono fare i leader, ma lui non potrà metterci sulla buona strada e mostrarci la via da seguire, perché non è un leader”. E qui ritorna ad attaccare personalmente il n°1 USA: “Non è adatto a governare un Paese, esattamente come avevano detto Lindsay Graham e Ted Cruz, quando hanno avuto il coraggio di farlo. Ma poi hanno scelto di essere invisibili e ossequiosi verso il potere durante questa carneficina. Alla fine ci ritroviamo con un pazzo al posto di un presidente, mentre la persona che realmente comanda il Paese — il senatore Mitch McConnell — sta distruggendo gli Stati Uniti per generazioni a venire. È lui che ha distrutto e degradato il sistema giudiziario; è lui che ha cercato di sabotare quello sanitario; è lui che distrugge l’ambiente. Lui tira i fili, Trump è il suo leccapiedi e la cosa divertente è che Trump neppure lo sa. Trump vuole sempre far parte del gruppo di quelli che comandano, ma McConnell fa parte di un gruppo composto da una sola persona — se stesso — e Trump recita solo la parte del folle

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