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NBA, Steve Kerr loda i giovani in piazza: "Sono la speranza di cui abbiamo bisogno"

NBA
©Getty

Lo aveva fatto anche in occasione della "March of our lives" e della battaglia degli studenti USA per il controllo delle armi. Ora, nel mezzo delle proteste successive all'uccisione di George Floyd, l'allenatore di Golden State torna a professare grande fede e ammirazione nella nuova generazione ("più informata e connessa") che si affaccia sul palcoscenico politico mondiale

Mischiando ironia e sdegno, Steve Kerr negli ultimi giorni ha utilizzato la sua piattaforma social per immaginare una società non più dilaniata dai problemi razziali purtroppo ancora attualissimi. Così, accanto a una presa in giro del presidente Trump, suo amatissimo bersaglio (“Ora che lo vedo tenere in mano una Bibbia mi sento molto meglio. Ora so che è un uomo di grande morale spinto da ottimi valori familiari e da una rigida etica personale. Questo cambia tutto”, ha scritto a commento della celebre foto del presidente USA davanti alla chiesa che è solito frequentare) ecco nelle ultime ore anche un’interessante lode alle generazioni più giovani, spesso invece oggetto di critiche da parte degli adulti. Non per Kerr, che già in passato — in occasione della “March of our lives” organizzata dagli studenti sopravvissuti al massacro della Stoneman Douglas High School in Florida — era stato il primo a elogiare le nuove forme di attivismo politico e di protesta dei giovani americani: “La nuova generazione che si affaccia al mondo è più tollerante, informata e aperta alla diversità di qualsiasi altra generazione precedente. Sono ragazzi intelligenti, pieni di energia, connessi tra di loro e pronti a costruire un Paese e una società dove OGNUNO possa sentirsi al sicuro e protetto dalle istituzioni della nostra democrazia. Hanno imparato a lavorare assieme — scrive su Twitter l’allenatore dei Golden State Warriors — per promuovere un futuro migliore, anche quando questa possibilità sembra difficile. Riconoscendo e manifestando contro il razzismo che a lungo ha definito la nostra nazione questa generazione di ragazzi più giovani ci fornisce quella speranza di cui abbiamo tutti bisogno. Ascoltiamoli”.

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