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Anche la WNBA riparte con una “bolla” in Florida? Chiusa la G-League

coronavirus
©Getty

La WNBA sta cercando la formula migliore per far iniziare in sicurezza la stagione: una regular season ridotta a 22 gare e squadre in Florida per evitare spostamenti e frequentare tutti lo stesso ambiente protetto e contingentato. Un’ipotesi che potrebbe permettere di salvare fino al 60% degli stipendi delle giocatrici

La WNBA prova a ripartire. La lega professionistica americana di pallacanestro femminile sta lavorando a un progetto “simile” a quello NBA, con le squadre che verrebbero concentrate tutte nei pressi della IMG Academy di Bradenton in Florida, dove si disputerebbe una regular season più breve da 22 partite. Il condizionale resta d’obbligo, nonostante la data teorica per la partenza è stata fissata per il prossimo 24 luglio - secondo quanto riportato da ESPN. L’inizio della stagione, previsto per lo scorso 15 maggio, è slittato a causa della pandemia da coronavirus; una dilazione dei tempi che ha costretto i dirigenti della WNBA a scartare l’ipotesi di riproporre un’intera stagione da 36 gare per franchigia prima dei playoff, lavorando a una proposta che preveda una compressione dei tempi. La post-season anche nel caso della WNBA dovrebbe terminare a ottobre, ma ancora non è stato specificato nulla a riguardo.  Il nuovo piano è stato definito un “tentativo” dalle fonti che hanno parlato con ESPN: le giocatrici infatti non hanno ancora trovato l’accordo rispetto alla proposta fatta e alcune squadre non conoscono nei dettagli il protocollo e i dettagli legati alla ripartenza. La stessa lega al momento ha preferito declinare ogni tipo di commento a riguardo, visto che la bozza andrà ancora sviluppata in tutti i suoi aspetti. Con il “recupero” di parte della regular season, le giocatrici riuscirebbero così a garantirsi circa il 60% delle entrate previste dai loro contratti - un’ipotesi a cui sta lavorando anche il sindacato delle atlete, che nei prossimi giorni porterà anche le sue proposte. Con 12 squadre e roster composti al massimo da 12 giocatrice, la gestione di un’eventuale “bolla” sarebbe da subito più agevole rispetto a quanto previsto dalla NBA: dopo il Draft dello scorso 17 aprile dunque, tutto il resto della stagione WNBA è da disegnare. Al momento la certezza è una sola: si lavora affinché si trovi il modo più sicuro per ritornare in campo senza rischi per la salute.

Cancellata la G-League: “Ci rivediamo l’anno prossimo”

Discorso diverso invece per la G-League, che ha scelto di chiudere definitivamente la stagione senza recuperare le partite rimaste in sospeso e cancellando le sfide rimaste “congelate” in calendario: “È stata una scelta che ci è pesato molto prendere, ma abbiamo capito che fosse la più appropriata e l’azione da compiere per evitare ulteriori problemi - ha spiegato Abdur-Rahim, il presidente della G-League - voglio cogliere l’occasione per estendere la mia più sincera gratitudine a tutti i giocatori e gli staff coinvolti e ai tifosi che ci hanno tenuto compagnia fino a quando è stato possibile offrire loro uno spettacolo sportivo. Ci rivediamo per la stagione 2020-2021, lavoreremo affinché le cose tornino alla normalità nel minor tempo possibile”.  

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