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NBA, fuori in 53 giorni: 14 squadre su 22 rimarranno a Orlando meno di due mesi

RIPARTE LA NBA
©Getty

Dopo le preoccupazioni espresse dai giocatori sul rimanere in quarantena a lungo nella bolla di Orlando, la NBA ha reso noto che 14 delle 22 squadre impegnate a Disney World saranno di ritorno verso casa dopo meno di due mesi di allenamenti e partite. Solo le finaliste potrebbero rimanere fino a un massimo di 82 giorni

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Mentre si finalizzano dettagli tutt’altro che secondari per il ritorno in campo a Orlando, tra la NBA e l’associazione giocatori è cominciata una piccola guerra di pubbliche relazioni. Se da una parte i giocatori hanno espresso dubbi sul dover rimanere in quarantena a lungo a Disney World senza possibilità di uscire (salvo rimanere fermi per 10 giorni una volta rientrati) e senza poter incontrare familiari e amici per quasi due mesi, la NBA ha voluto specificare per bene le tempistiche previste. Secondo quanto detto da ESPN, infatti, le squadre arriveranno a Orlando tra il 9 e l’11 luglio per il training camp e, con l’inizio della stagione anticipato al 30 luglio, le sei squadre che rimarranno fuori dai playoff resteranno a Disney World per un periodo compreso tra i 35 e 40 giorni (in base alla necessità o meno del torneo play-in). Dopodiché altre otto verranno eliminate dopo il primo turno (perciò dopo 53 giorni già 14 squadre saranno tornate a casa) e altre quattro lasceranno Orlando due settimane più tardi. In totale, solamente le due squadre finaliste dovranno rimanere a Orlando per un massimo di 82 giorni, con l’eventuale gara-7 delle Finals fissata per il 12 ottobre. 

Come funzionerà il mercato

ESPN e The Athletic hanno anche anticipato che le squadre potranno allargare a 17 i roster delle proprie squadre, con 15 giocatori con contratto standard (anche se solo 13 saranno attivi durante i playoff) e due con contratto two-way. Ad esempio, gli Oklahoma City Thunder potranno convertire il contratto two-way di Luguentz Dort in uno standard, dandosi così la possibilità di prendere un nuovo giocatore con contratto two-way. Ci saranno quindi due spot in più per completare i propri roster, pescando dalla lunga lista di free agent attualmente disponibili sul mercato — da DeMarcus Cousins ad Isaiah Thomas fino a JR Smith e Jamal Crawford — ma senza poter firmare giocatori internazionali come ad esempio Nikola Mirotic. Delle squadre di Orlando, otto hanno già uno spazio a disposizione da poter utilizzare (Denver, LA Clippers, Memphis, Oklahoma City, Phoenix, Portland, Sacramento e San Antonio), mentre quelle rimaste fuori potranno tagliare o firmare giocatori ma non con un contratto two-way.

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