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NBA, Portland perde Ariza, alle prese in tribunale con la custodia del figlio 12enne

NBA
©Getty

Dopo Davis Bertans un altro giocatore sceglie di rinunciare a presentarsi in campo alla ripresa del campionato, ma stavolta la decisione riguarda solo di riflesso il basket. Rinunciando a Orlando, Ariza perde da 1 a 1.8 milioni di dollari di stipendio, ma i Blazers possono rimpiazzarlo mettendo sotto contratto un suo sostituto

Dopo Davis Bertans a Washington arriva un’altra defezione in vista del ritorno in campo NBA a Orlando, e stavolta colpisce i Portland Trail Blazers: Trevor Ariza, il veterano arrivato in febbraio da Sacramento, non scenderà in campo con i suoi compagni, perdendo così da un minimo di un milione di dollari fino a 1.8 (nel caso i Blazers si qualifichino per i playoff). La decisione è di natura familiare: Ariza è coinvolto in un caso giudiziario sulla custodia del proprio figlio 12enne e la madre del ragazzo — su ordine dello stesso tribunale — deve concedere un periodo di un mese durante i quale il padre può continuativamente visitare il figlio, e quel periodo è finito per coincidere con il ritorno in campo NBA. A Portland — che dal punto di vista salariale, già paga la tassa di lusso — sarà comunque concesso di cercare un giocatore in sostituzione al veterano ex campione NBA con i Lakers, perché il salario dovuto all’eventuale giocatore di rimpiazzo non verrà calcolato nel cap (e i Blazers hanno comunque un posto libero a roster). Dal suo arrivo in Oregon Ariza è partito in quintetto in tutte le 21 gare disputate, viaggiando a 11 punti di media e quasi 5 rimbalzi, con il 40% da tre punti. Con lui a bordo, è stato tutto il rendimento dall’arco della squadra a salire, visto che dal 23 gennaio — data del suo arrivo — i Blazers vantano la miglior percentuale dalla lunga distanza (il 41%, contro il 36% precedente). La squadra del duo Lillard-McCollum — da molti vista come una delle più pericolose alla ripresa, con il ritorno in campo dei due lunghi Jusuf Nurkic e Zach Collins, a lungo infortunati — subisce così un brutto colpo alle proprie ambizioni di playoff, che al momento la vedono nona a ovest a 3.5 gare di distanza dai Memphis Grizzlies, ottavi. I giocatori NBA hanno fino a domani (mercoledì) per comunicare alle proprie squadre la volontà o meno di prendere parte al ritorno in campo.

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