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NBA, Marco Belinelli nella bolla: “Sulla maglia scriverò uguaglianza, in italiano”

riparte la nba

Stefano Salerno

©Getty

Il n°18 degli Spurs ci racconta dall’interno della bolla di Disney World a Orlando i particolari della ripartenza della stagione NBA: dal braccialetto di Topolino alla camera nello stesso hotel di Melli, dal cibo in quarantena alla corsa playoff che resta un’incognita: “Sono pieno di energie, ho voglia di ricominciare”

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Marco Belinelli è sorridente nel riquadro che Google Meet gli riserva in basso a destra sullo schermo del pc, in mezzo alle facce di diversi giornalisti collegati con lui da tutta Italia che da poco più di 24 ore è sbarcato con i suoi San Antonio Spurs a Orlando. Yacht Club di Disney World, una delle casa riservate alle franchigie NBA nelle prossime settimane. Una ripartenza non semplice, raccontata da chi la sta vivendo dall’interno - piena di aneddoti, di timori e di stimoli per un veterano come lui che il prossimo autunno dovrà andare a caccia di un rinnovo contrattuale. Il modo migliore per tornare a riassaporare il piacere della pallacanestro dopo mesi di astinenza, un gusto decisamente migliore rispetto a quello del contestato cibo servito ai giocatori durante la quarantena. Una polemica dalla quale Belinelli decide di dissociarsi a inizio conference call.

 

“No, un post sul cibo non lo farei mai. Per rispetto di tutte le persone che hanno perso il lavoro o cose simili, non mi sembra una cosa molto giusta da fare. I primi due giorni dobbiamo trascorrerli in quarantena e quindi è normale che il pasto non sia dei migliori. Ti lasciano il cibo fuori la porta, lo prendi quando capita. Magari non è caldo, ma questi sono problemi tra mille virgolette. Ho mangiato qualcosa, non era granché, ma sono certo che tra qualche giorno le cose andranno meglio".

Come stai Marco? A Disney World sembra davvero di stare nel paese dei balocchi?

Sto bene, sono contento di essere arrivato qui a Orlando per giocare. L'attesa è stata infinita. Non ero mai stato a Disney World neanche da turista, per me è un mondo nuovo. Ho visto ancora poco del resort: siamo arrivati da poco da San Antonio, giusto il tempo di fare i test e poi tutti chiusi in camera. Fa caldo e c’è grande umidità, però anche di questo non posso lamentarmi.

Abbiamo visto le immagini del braccialetto di Topolino, raccontaci qualcosa.

Non sei il primo a chiedermelo [sorride, ndr]. Sembra che la gente sia più interessata a questo che alla ripartenza della stagione. Ce l’hanno dato appena arrivati: lo usiamo nella zona all’interno della quale l'accesso è riservato soltanto a giocatori e staff. È un bracciale che ci permette di evitare di toccare maniglie o cose del genere, una chiave della camera e di tutte le porte che hai sempre con te al polso. Ennesima dimostrazione del fatto che siamo arrivati in un posto diverso dal solito, lontano da quello a cui eravamo abituati. Tutto è pensato per evitare il contagio: indosserò anche l’anello anti-Covid, che misura la temperatura e permette di prevedere una possibile positività. Sono tanti i giocatori che lo useranno, altri no, ma il tutto resta una scelta personale. Io non ho nulla da nascondere, quindi lo porterò. 

Hai mai pensato di non andare a Orlando?

No, non mi è mai passato per la testa di non venire a Orlando. Ammetto che durante il periodo di quarantena, pensavo che la stagione non riuscisse a essere completata. Qualcosa però dentro di me non mi ha mai fatto mollare del tutto: so bene che la NBA è una potenza economica enorme dalla mille risorse e che ci sono tantissimi soldi in ballo. Prima o poi sarebbero ripartiti. Dopo un’estate a San Antonio e quattro settimane d’allenamento, sono pieno di energie e ho una gran voglia di giocare e di sentirmi importante per la squadra.

Hai portato qualcosa di particolare nella valigia?

Avevo pensato alla macchinetta del caffè, ma poi non l’ho presa. Ho scaricato un sacco di serie TV e documentari, presumo sarà quello che farò. Anche se qui c’è Nicolò Melli, che è già passato a salutarmi dal balcone perché lui, a differenza mia, ha già finito la quarantena: fino al 21 luglio possiamo avere contatti solo con giocatori del nostro stesso hotel. Gallinari è in un altro, quindi dovremo aspettare prima di incontrarci. Rispettando ovviamente le distanze sociali e usando la mascherina.

Cosa scriverai sul retro della tua maglia al posto del nome? Hai deciso?

Ho pensato di mettere la scritta “Uguaglianza”. Equality, quella scritta lì in italiano. All’inizio tutti dovevano usarla in inglese, poi la NBA ha dato l’opportunità ai giocatori internazionali di scrivere la parola o la frase anche nella lingua madre. Da italiano orgoglioso, mi sembra giusto scrivere nella nostra lingua in un momento così importante.

Gli Spurs e l’ottavo posto a Ovest: obiettivo possibile?

San Antonio è a quattro partite da Memphis che è ottava al momento a Ovest e ne abbiamo soltanto otto per qualificarci alla post-season: non è facile, mi sembra giusto dirlo. È un inizio di stagione però diverso dal passato: bisognerà capire come siamo messi a livello fisico, come saranno gli avversari. Potranno incidere anche gli infortuni. A San Antonio ci siamo allenati bene, in sicurezza, grazie al grande lavoro della franchigia. Ma in quattro settimane di allenamento abbiamo fatto soltanto sedute individuali: sarà bello tornare in palestra qui a Orlando insieme ai miei compagni. Nella corsa ai playoff mancherà anche LaMarcus Aldridge, un tassello importante di cui dovremo fare a meno nelle prossime settimane. Non riesco a fare una previsione su quale squadra possa essere la favorita nella corsa all'ottavo posto.

Mercato e futuro: stai pensando a cosa accadrà il prossimo autunno?

È una situazione anomala, so che sarà importante quello che farò in campo per il mio futuro, ma al momento non riesco a focalizzarmi sulla free agency. Stiamo vivendo in condizioni particolari, non posso fare calcoli. L’unica cosa che posso dire è che la mia intenzione è quella di provare a restare in NBA per almeno un altro anno o due. Conosco il mio valore e credo ancora di poter dimostrare qualcosa qui negli Stati Uniti. Vedremo come andranno le cose in autunno.