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NBA: James Harden torna in campo, ma è la mascherina a far discutere

houston
©Getty

Il Barba, terminata la quarantena, è sceso in campo al fianco dei compagni per la prima volta dopo mesi - sorprendendo lo staff tecnico per aver subito dimostrato di non aver perso smalto. La polemica però riguarda un possibile richiamo a un movimento pro-polizia presente sulla sua mascherina: una provocazione o soltanto una similitudine?

“Avevate dei dubbi? È apparso in splendida forma sin dal primo allenamento. Si è dovuto adattare i primi 30 secondi, poi è tornato ad allenarsi come prima”. Le dichiarazioni di Mike D’Antoni al termine della prima sessione di lavoro in palestra di James Harden con i compagni pongono fine a ogni ulteriore tipo di polemica. Il Barba sta bene e ha spiegato le ragioni del suo arrivo “in ritardo” nella bolla di Orlando rispetto al resto della squadra: motivi di famiglia non meglio specificati, ma che sembrano escludere quella che era stata l’ipotesi avanzata da molti. Harden non è stato contagiato dal Covid-19. Nessun mistero da svelare quindi e soltanto una forma fisica da rimettere a posto nel giro di qualche settimana in vista della partenza della stagione. A far discutere però è un altro dettaglio del ritorno sul parquet del n°13 dei Rockets: la mascherina che il Barba ha indossato davanti ai fotografi che lo hanno immortalato prima e dopo la sessione in palestra. Secondo alcuni attenti osservatori sui social, il richiamo e i disegni del tessuto che copriva il volto di Harden ricordano quello che negli USA viene chiamato “Punisher logo”, un’immagine utilizzata dai movimenti che supportano la polizia e ne giustificano la violenza. Un messaggio diametralmente opposto a quello che la NBA sta cercando in tutti i modi di lanciare in questa faticosa ripartenza. Un teschio che potrebbe nascondersi dietro la piega che la mascherina compie sotto il naso del Barba (come si vede nella foto più in basso): c’è chi dice che in realtà le due fantasie si assomigliano, ma non sono affatto la stessa. Altri invece puntano il dito contro un’allusione che Harden avrebbe potuto risparmiarsi. Il diretto interessato invece non parla: al Barba in fondo è sempre interessato il campo. Soltanto quello e non il resto.

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