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NBA, Miami torna in finale di conference. Jimmy Butler: "Possiamo giocare meglio di così"

PAROLE
©Getty

Per la prima volta dal 2014 i Miami Heat sono tornati alle finali di conference, un risultato che pochi si sarebbero aspettati a inizio anno. Secondo Jimmy Butler però c’è ancora ampio margine per migliorare: "Non abbiamo ancora giocato 48 minuti al massimo, ed è incoraggiante"

Sei anni nella NBA durano davvero una vita. Era dal 2014, dall’ultimo anno dell’era Big Three formato da LeBron James, Dwyane Wade e Chris Bosh, che i Miami Heat non arrivavano alle finali di conference. Ed era da un anno prima, con i Memphis Grizzlies nel 2013, che una squadra entrata nei playoff con la testa di serie numero 5 non ci riusciva. Risultati importanti e per certi versi inattesi, visto che a inizio stagione pochi avrebbero pronosticato per loro un viaggio fino alle finali di conference — specialmente con un clamoroso record di 8 vittorie e una sola sconfitta nei primi due turni. “Vorrei che i miei ragazzi si prendessero una sera, se non due, solamente per riflettere” ha detto coach Erik Spoelstra. “Non è facile arrivare in finale di conference e la nostra organizzazione lo sa bene. Ci abbiamo provato disperatamente negli ultimi anni. Non è il nostro obiettivo finale, lo sappiamo, ma si può sempre apprezzare il percorso che ci ha portato fino a qui. Abbiamo preso Jimmy Butler per questo motivo. Abbiamo messo assieme una squadra con veterani e giovani per poter fare bene ai playoff. Se fosse facile arrivare alle finali di conference, ogni squadra ci riuscirebbe”.

Butler: "Possiamo giocare meglio di così"

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Nonostante un risultato eccezionale come aver eliminato in cinque partite la squadra col miglior record di tutta la NBA, secondo Jimmy Butler il meglio deve ancora venire per gli Heat: “Non penso che abbiamo giocato la nostra miglior pallacanestro. Anzi, non abbiamo ancora giocato una partita completa dal primo all’ultimo minuto. E questo è promettente: quando ci mettiamo la testa e giochiamo duro dall’inizio alla fine, per noi le cose saranno molto più semplici. Non è ancora successo, ma abbiamo il prossimo turno per riuscirci”. Questo non significa però che non ci si possa godere il risultato ottenuto finora: “Guidare la squadra fino alle finali di conference vuol dire molto, ma non è il mio obiettivo finale né quello della squadra o dell’organizzazione. Vogliamo vincere il titolo, questo è il nostro obiettivo. Le prossime otto vittorie per riuscirci saranno molto più dure delle precedenti oggi. Ma lo sappiamo e siamo pronti”. 

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