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Playoff NBA, James Harden dopo l’ennesima eliminazione: “È frustrante”

le parole
©Getty

L’All-Star n°13 dei Rockets non nasconde la delusione al termine di una cavalcata playoff conclusa ancora una volta con una sconfitta: “Ci manca ancora qualcosa per essere competitivi: proveremo ad aggiungere un tassello a me e Westbrook che ci permetta di crescere”

La sconfitta purtroppo è diventata una costante nei finali di stagione degli Houston Rockets - usciti in semifinale di Conference e apparsi ben lontani dall’impensierire una corazzata come i Lakers. Dopo l’illusorio successo in gara-1 infatti, non c’è stata partita, con i gialloviola abili e capaci di battere i texani utilizzando le loro stesse armi: small-ball, centri in panchina e un quintetto mobile che a differenza di quello di Houston può contare sui centimetri di LeBron James e Anthony Davis. Una macchina perfetta che non è capitolata contro le triple e i tiri ad alta percentuale dei Rockets - diventati l’unica squadra della storia playoff a perdere per ben due volte nonostante il 40% abbondante complessivo raccolto con i piedi oltre l’arco in una singola partita. Il sistema non funziona o, quantomeno, non garantisce il numero necessario d’alternative per fare male agli avversari: “È frustrante, molto frustrante ritrovarsi ogni volta a questo punto e poi uscire”, sottolinea il Barba. “Siamo a un giocatore di distanza dall’essere competitivi: cercheremo di crescere ancora di più e di aggiungere ciò che manca attorno a me e a Westbrook per riuscire a colmare il gap”. Le questioni sul tavolo da risolvere però sono diverse e non di semplice soluzione.

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Il primo grande punto interrogativo del futuro dei Rockets è la presenza in panchina di Mike D’Antoni, arrivato nuovamente a scadenza di contratto dopo il rinnovo di una sola stagione fatta nell’estate 2019. “Spero proprio che sia dei nostri anche tra qualche mese”, sottolinea Harden ai giornalisti che chiedono il suo parere. “Mike ha fatto delle cose incredibili negli ultimi anni qui a Houston”. Con un record di 217-101 nella sua esperienza in Texas, coach D’Antoni può vantare anche 28 vittorie ai playoff, il successo ogni anno al primo turno di post-season e una gara-7 in finale di Conference nel 2017-18. A un passo soltanto da quelle Finals NBA che restano la maledizione della sua carriera: “Houston può contare su una grande squadra, un’ottima organizzazione e una città favolosa. Tutto è perfetto ai Rockets e vedremo cosa succedere nelle prossime settimane. La mia speranza è proseguire il lavoro iniziato in questi quattro anni. So bene che la sconfitta porta sempre enorme rammarico, ma non potevo davvero chiedere di meglio e di più a questi ragazzi straordinari che mi ritrovo ad allenare”. Basterà quanto raccolto finora per permettergli di restare o è tempo di cambiare aria?

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