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NBA, Doc Rivers non è più l’allenatore dei Clippers: “Una decisione presa insieme”

los angeles
©Getty

Il coach della franchigia di Los Angeles lascia la squadra dopo sette anni, in cui i Clippers sono diventati un gruppo vincente, ma mai in grado di conquistare una finale di Conference. Fatale l’eliminazione in rimonta subita contro Denver: “Volevo vincere un titolo NBA, ma non sono riuscito a raggiungere tutti i miei obiettivi qui a L.A.”

Dopo la clamorosa eliminazione in semifinale di Conference agli ultimi playoff contro i Nuggets, in molti si aspettavano uno scossone in casa Clippers che alla fine è arrivato con l’allontanamento dalla panchina di coach Doc Rivers - a cui non sono bastate le aggiunte al roster di Kawhi Leonard e Paul George per riuscire a conquistare almeno l’accesso alla finale di Conference (un tabù per la squadra di Los Angeles). “Doc ha fatto un lavoro incredibile per questa squadra, diventando il nostro ambasciatore e un riferimento in momenti tumultuosi per la franchigia. È stato uno degli elementi fondanti del nuovo corso dei Clippers”, sottolinea il proprietario Steve Ballmer, che ha poi aggiunto di aver raggiunto un "accordo concordato insieme" con l'ormai ex allenatore. A Rivers infatti non è bastato essere stato alla guida della squadra in cinque delle migliori sei regular season (per record, ma non solo) della storia della franchigia: “Grazie a tutti i tifosi e i componenti dell’organizzazione dei Clippers per avermi concesso l’opportunità di essere il vostro allenatore e avermi aiutato a rendere vincente questa franchigia. Quando ho accettato questo lavoro, avevo l’obiettivo di rendere i Clippers una squadra di vertice, appetibile per i free agent e soprattutto regalare il primo titolo agli appassionati. Sono stato in grado di raggiungerne buona parte, ma non ho avuto il tempo di vederli tutti realizzati. Nonostante il dispiacere per la pessima conclusione di stagione, voi tifosi siete sempre stati vicini e so bene dove può arrivare questo gruppo con l’ausilio del vostro supporto. Grazie a tutti i giocatori, lo staff tecnico e gli allenatori che mi hanno aiutato in questi anni. E soprattutto grazie agli appassionati e ai tifosi: abbiamo affrontato un sacco di situazioni complicate (altro chiaro riferimento al caso Sterling, ndr) e sono grato per il mio tempo trascorso in questo squadra”.

I record (positivi e non) di Doc Rivers ai Clippers

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Rivers infatti alla guida dei Clippers ha rinverdito il non invidiabile record di essere l’unico allenatore nella storia NBA ad aver perso ben tre serie playoff in carriera dopo essere stato avanti sul 3-1 con la propria squadra: oltre al ko con i Nuggets di un paio di settimane fa infatti, era già arrivato quello sempre con L.A. contro gli Houston Rockets nel 2015 in semifinale di Conference e contro i Detroit Pistons nel 2003 al primo turno quando era alla guida degli Orlando Magic. Finisce così la sua avventura sulla panchina della squadra di Los Angeles iniziata nel 2013, a cui ha aggiunto anche la gestione delle basketball operation del gruppo fino all’agosto 2017. In questi anni, i Clippers hanno raccolto un record di 356-208 - un 63.1% di vittorie in regular season che la rendono la quinta migliore in tutta la NBA e quella più vincente tra quelle che non sono riuscite a conquistare neanche una finale di Conference in questo lasso di tempo. Rivers alla guida dei Clippers ha vinto 27 partite ai playoff, una in più di tutti gli altri allenatori della storia della franchigia messi insieme. Un dato che rende bene l’idea della grandezza e dell’incidenza del suo lavoro negli ultimi anni, di quanto anche grazie a lui sia cambiata la percezione attorno alla squadra.

La successione è stesso in casa: Lue o Cassell in panchina?

Con Kawhi Leonard, Paul George e non solo in squadra, è subito partita la caccia al successore di Doc Rivers su una panchina che diventa la più ambita della lega - nonostante ce ne siano diverse libere al momento. Pelicans, Pacers e Rockets guardano a Doc Rivers come una possibile opzione per l’immediato futuro - in molti ipotizzano che l’ex allenatore dei Clippers non resterà a lungo lontano dai parquet NBA - mentre la squadra di Los Angeles potrebbe promuovere uno dei suoi assistenti, senza andare a caccia di volti nuovi da inserire in spogliatoio. I nomi sono quelli di Sam Cassell e Tyronn Lue - accostato a lungo alla panchina di Philadelphia, ma che adesso potrebbe ricoprire il ruolo di capo allenatore restando a Los Angeles. “Sarò per sempre grato a Rivers per il suo coinvolgimento e la dedizione mostrata nei confronti di questa franchigia - chiosa sempre Ballmer - sono ovviamente convinto della bontà del lavoro fatto dalla nostra squadra e dallo staff. Troveremo l’allenatore giusto per puntare all’ultimo obiettivo che manca a questa squadra. Inizieremo sin da subito il lavoro e i colloqui per la selezione”.

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