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Coronavirus in NBA, l’annuncio dopo i primi esami: 48 giocatori positivi al COVID

coronavirus
©Getty
CLEVELAND, OHIO - JANUARY 28: An official Spalding NBA game ball sits on the court during the second half of the game between the Cleveland Cavaliers and the New Orleans Pelicans at Rocket Mortgage Fieldhouse on January 28, 2020 in Cleveland, Ohio. The Pelicans defeated the Cavaliers 125-111. NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and/or using this photograph, user is consenting to the terms and conditions of the Getty Images License Agreement. (Photo by Jason Miller/Getty Images)

A seguito dei controlli effettuati nella settimana precedente all’inizio dei training camp, su circa 550 giocatori testati ben 48 sono stati messi in quarantena e allontani dalle strutture d’allenamento delle franchigie: una situazione giudicata fisiologica dalla lega, che confida nel funzionamento del protocollo

CORONAVIRUS: DATI E NEWS IN DIRETTA

Il contagio da COVID-19 e la pandemia che sta martoriando il mondo intero non è sotto controllo. La situazione è ancora molto complicata e negli Stati Uniti - così come in Europa - la terza ondata sembra essere già arrivata, con gli ospedali che tornano ancora una volta a riempirsi e i dati dei tamponi positivi che salgono in maniera vertiginosa. Era dunque normale attendersi che anche i giocatori NBA non facessero eccezione - rientrati da pochi giorni nei propri “mercati” di riferimento (la città dove gioca la propria franchigia) dopo le vacanze e, in quasi il 9% dei casi, risultati positivi ai test per rilevare la presenza di Covid-19. Sono 48 i giocatori costretti da subito a fermarsi su 546 testati: un dato importante, che sottolinea ancora una volta il peso che avranno le bolle e l’isolamento al quale gli atleti verranno sottoposti nei prossimi mesi, con tamponi quotidiani e contatti con l’esterno ridotti al minimo. Questi sono i risultati dei controlli effettuati tra il 24 e il 30 novembre, almeno 12 giorni prima dell’avvio della preseason e periodo minimo previsto dal protocollo NBA prima di ritornare in campo. Il vaccino ormai è alle porte, ma questa fase resta ancora molto delicata: lo sanno le squadre e i giocatori, che si rendono conto di quanto sia difficile immaginare il futuro in una stagione dalle premesse così incerte.

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