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NBA, problemi negli Atlanta Hawks: è scontro tra John Collins e Trae Young

SPOGLIATOIO
©Getty

Durante una sessione video, John Collins ha criticato il modo in cui tutto sembra girare attorno a Trae Young all’interno degli Atlanta Hawks, sia in campo che fuori. Un commento che ha portato alla reazione stizzita del playmaker, che nell’ultima partita è stato stranamente passivo con soli 7 punti. "Rimane mio fratello indipendentemente da tutto" ha detto Collins a The Athletic

Gli Atlanta Hawks sono stati una delle note liete della prima settimana di regular season, vincendo quattro delle prime cinque partite tra cui un successo impressionante in casa dei Brooklyn Nets al completo. Le successive tre sconfitte, però, hanno fatto emergere i primi problemi nella squadra di Danilo Gallinari (ancora fuori per una distorsione alla caviglia), e in particolare tra le due giovani stelle della squadraTrae Young e John Collins. Secondo quanto riportato da The Athletic, in una sessione video di squadra Collins avrebbe espresso tutta la sua frustrazione per il modo in cui ogni cosa all’interno della franchigia sembra girare attorno a Trae Young, tanto in campo quanto fuori. Secondo Collins la squadra avrebbe bisogno di entrare prima negli schemi offensivi dando maggiore importanza alla circolazione di palla, limitando i tentativi da lontano a inizio azione di Young che lasciano i suoi compagni come semplici spettatori del suo show. Una valutazione che — pur senza provocare un battibecco diretto tra i due — non è piaciuta per nulla a Young, che successivamente ha fatto abbondantemente capire di non essere d’accordo con Collins, tanto a parole quanto con i fatti.

La reazione di Young: passività sospetta in campo

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La sessione video incriminata sarebbe arrivata dopo la sconfitta per mano di New York, nella quale gli Hawks hanno sprecato 15 punti di vantaggio nel secondo tempo. Nella gara successiva allo scontro, però, Young ha giocato in maniera estremamente passiva, prendendosi solo 9 tiri di cui tre dalla lunga distanza per 7 punti segnati e soli 3 assist realizzati, praticamente la sua peggior prestazione da quando è in NBA. “Ho cercato di non forzare troppo” ha detto Young dopo la partita. “Mi raddoppiavano forte e mi sono liberato in fretta della palla: volevo fare in modo che gli altri facessero le giocate. Poi gli avversari mi marcavano stretto quando non avevo il pallone, perciò facevo fatica a riprenderlo”. Per la verità Young è sembrato più che altro distaccato dal resto della squadra, muovendosi pochissimo e giocando in maniera distratta quando il pallone arrivava nelle sue mani. Collins a un certo punto ha provato a mettergli un braccio attorno alle spalle per rincuorarlo (come spesso fa durante le partite), ma Young non ha detto nulla e si è allontanato. “Rimane mio fratello in ogni caso” ha detto Collins quando è stato interpellato da The Athletic, senza elaborare ulteriormente quando successo in campo e fuori.

Le rimostranze di Collins e il ruolo di Capela

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Non è la prima volta che Collins — autore di 23 punti con 16 tiri nella gara in cui Young ha “scioperato — esprime la sua frustrazione per il poco coinvolgimento dei compagni attorno a Trae, anche se molti pensano che sia dovuto soprattutto al mancato accordo per l’estensione di contratto al massimo salariale che lui pensa di meritare, rifiutando un’offerta da 90 milioni di dollari da parte degli Hawks. Alcuni però sostengono che le sue rimostranze abbiano fondamento, specialmente ora che c’è molto più talento offensivo attorno a Young da poter sfruttare per rendersi pericolosi. Clint Capela, dal canto suo, ha provato a recitare il ruolo del veterano saggio parlando con entrambe le giovani stelle, raccontando di come abbia vissuto una situazione simile agli Houston Rockets con James Harden e Dwight Howard qualche anno fa e come questo abbia portato al fallimento della squadra, ma le sue parole — visti i risultati — non hanno avuto l’effetto sperato. E il mood all’interno della squadra sembra essere peggiorato giorno dopo giorno.

La difficile posizione di coach Lloyd Pierce

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Uno degli aspetti sottolineati nell’articolo di The Athletic è anche la posizione precaria di coach Lloyd Pierce, che è entrato nel suo ultimo anno di contratto senza che la franchigia abbia ancora deciso di esercitare l’opzione anche per la prossima stagione. Da tempo è noto che lui e Trae Young non sono proprio sulla stessa lunghezza d’onda, con la “disconnessione” tra i due che merita di essere osservata attentamente. Anche altri giocatori degli Hawks comunque hanno espresso la loro frustrazione nei confronti di Pierce, sia per alcune decisioni durante le partite che sono costate delle sconfitte sia per una certa mancanza di “presa di responsabilità” davanti ai media in diverse occasioni, come se la colpa di alcune partite di scarso impegno fosse sempre dei giocatori e mai della guida tecnica Nonostante i problemi, però, Atlanta ha ancora tutto il tempo e le carte in regola per centrare i playoff: situazioni di scontro all’interno di una squadra accadono continuamente, ma è il modo in cui si reagisce a certe difficoltà a forgiare lo spirito di uno spogliatoio. E il fatto che certe voci siano uscite mettono immediatamente la squadra davanti alla necessità di rispondere in campo, a partire dalle giovani stelle Trae Young e John Collins che ora avranno gli occhi puntati addosso.

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