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NBA, Klay Thompson fa il reporter e attacca McGruder: “Presto non sarà più nelle lega”

la polemica

L’All-Star degli Warriors, fuori per la seconda stagione consecutiva causa infortunio, è tornato a sedersi al fianco dei telecronisti che seguono le gare di Golden State, parlando del suo recupero e commentando il match. A far discutere però sono state le sue parole su Rodney McGruder, diventato poi bersaglio anche delle invettive di Draymond Green in conferenza stampa

È tornato a parlare dopo mesi di silenzio e lo ha fatto a modo suo: facendo rumore. Klay Thompson, fuori per tutta la stagione a causa della rottura del tendine d’Achille, ha vestito nuovamente con piacere i panni del reporter (come già accaduto durante la scorsa regular season), sedendosi al fianco dei telecronisti che seguono da anni le partite degli Warriors per NBC Bay Area. Un modo per parlare di sé, oltre a commentare ciò che succedeva in campo - per la prima volta davanti a un microfono dopo l’infortunio dello scorso 18 novembre:  “Sto bene e sono felice di essere tornato al Chase Center, un’arena nella quale sogno da anni di poter giocare. Sto facendo un sacco di lavoro di mobilità, ma la fase tristezza sembra essere ormai alle spalle. Pensare di non poter scendere in campo per tutta la stagione è un pensiero che mi uccide un po’ ogni giorno. Ma so che dovrò aspettare ancora a lungo”. Parole sincere prima di concentrarsi sulla gara vinta da Golden State contro Detroit, raccontata assieme a Bob Fitzgerald e Kelenna Azubuike - in cui non ha nascosto l’euforia quando il suo amico Steph colpiva dalla lunga distanza, né lesinando giudizi e critiche ai giocatori scesi in campo. Anche troppo, in alcuni casi.

Il caso McGruder: “Voleva provocare, come se fosse un buon giocatore..."

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Tutto era filato liscio nel corso di 48 minuti in cui gli Warriors hanno vinto con merito una partita mai realmente in discussione. Un successo ampio che ha lasciato però qualche scoria e tensione all’interno del roster dei Pistons, infastidito da alcuni atteggiamenti dei giocatori di Golden State. Anche per quello, Rodney McGruder ha deciso a fine gara di “violare” le regole e dirigersi verso la panchina avversaria dopo la sirena per parlare con Juan Toscano-Anderson - poi facilmente trattenuto e allontanato, nonostante l’apparente atteggiamento minaccioso. Una scena finita sotto gli occhi di Klay Thompson in chiusura di telecronaca, che prima dalla sua postazione poco distante ha chiesto delucidazioni ai compagni su cosa avesse detto McGruder e poi al microfono ha aggiunto: “Non so cosa sia successo: il ragazzo potrebbe essere fuori dalla NBA molto presto. Probabilmente è nervoso per quello, chi può dirlo?”, per poi concludere rincarando la dose: “Ha cercato di scatenare una reazione, di dare il via a qualcosa, come se fosse un buon giocatore”. Un’altra bordata che ha fatto esplodere i telecronisti degli Warriors: “Amiamo la versione selvaggia di reporter Klay”.

 

L’eco delle parole di Thompson e sopratutto della provocazione di McGruder sono rimbalzati anche in conferenza stampa, portando anche Draymond Green a intervenire e commentare a modo suo l’accaduto: “Ne abbiamo parlato nello spogliatoio, credo sia venuto in quel modo verso di noi per prendere le parti di Wayne Ellington. Da quando il f****to Rodney McGruder è diventato un duro? Io sto dalla parte di Juan Toscano, ovviamente. Ormai in questa lega vanno in giro troppi giocatori che si atteggiano a fare i duri. Ma possiamo dire che nessuno è spaventato da Rodney McGruder”. Gli Warriors al loro meglio, capaci di diventare antipatici e insopportabili per qualsiasi avversario. Anche il più innocuo, come il povero McGruder che ha scelto il momento sbagliato per andare al faccia a faccia con un avversario.

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