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NBA, 3 maggio 2011-3 maggio 2021: 10 anni fa MVP, oggi Derrick Rose è ancora decisivo

NBA
©Getty

Il sesto uomo dei Knicks non potrebbe festeggiare meglio il decennale del suo premio, che ne fece il più giovane giocatore di sempre a ricevere il premio di MVP, al termine della sua terza stagione in maglia Chicago Bulls. Da allora è cambiato tutto, tranne due cose: ad allenarlo è ancora Tom Thibodeau, e Derrick Rose continua a vincere e incantare. Ma in mezzo c'è stato di tutto

I Knicks quarti a Est, e destinati ai primi playoff dal 2013, mettono (giustamente) in copertina Julius Randle, All-Star e trascinatore della squadra newyorchese forgiata da coach Tim Thibodeau. Ma se coach Thibs ha un pretoriano di cui si fida a occhi bendati nello spogliatoio del Madison Square Garden, quello è Derrick Rose, da lui allenato a Chicago, a Minnesota e ora nella Grande Mela. Una fiducia che evidentemente sente anche il n°4 blu-arancio, che dopo essere resuscitato in maglia Timberwolves (18 di media nel 2018-19, con la celebre gara da 50 punti che lo ha rimesso definitivamente sul radar di tutti), a New York ha completato un processo di rinascita che ha dell’incredibile. Perché Rose, nelle due stagione 2016-17 e 2017-18, sembrava obiettivamente un giocatore finito, perso definitivamente. Colpa degli infortuni che hanno privato la ex superstar dei Bulls della sua esplosività atletica, ma colpa anche di una fragilità mentale mai così evidente come nella famosa fuga senza preavviso durante la sua prima esperienza in maglia Knicks. Da lì poi la cessione, a Cleveland, e una carriera che sembrava destinata a spegnersi nei non certo irresistibili Cavs. Ma lo scambio con i Timberwolves e la reunion con Thibodeau hanno ridato vita a Rose e questa rinascita non è mai stata così evidente come quest’anno, quando — sempre sotto il “suo” allenatore — il ruolo da sesto uomo (già ricoperto con successo a Detroit) è uno dei segreti della grande stagione dei Knicks. Nella notte, nella gara vinta a Houston, Rose ha chiuso con 24 punti in 31 minuti e un ottimo 8/11 dal campo (più 6 rimbalzi e 4 assist) e il risveglio la mattina dopo il successo sui Rockets dev’essere stato particolarmente dolce per il prodotto di Englewood, Chicago.

3 maggio 2011 - 3 maggio 2021

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Il perché? Presto detto: il 3 maggio 2011, esattamente 10 anni fa, Rose veniva incoronato MVP NBA, toccando così il punto più alto della sua carriera, un anno prima del tremendo infortunio che poi ne ha fatto iniziare il crollo, in quella maledetta gara-1 di playoff 2012 contro Philadelphia. E oggi, a 10 anni esatti dalla data in cui è diventato l’MVP più giovane che la NBA abbia mai visto, Rose giovane non è più (a ottobre compirà 33 anni) ma decisivo sa ancora esserlo, e le cifre delle sue ultime uscite in maglia Knicks sono lì a dimostrarlo. Nelle ultime sette gare — sei delle quali vinte — l’ex MVP sta viaggiando a quasi 19 punti di media (18.7) con oltre il 57% dal campo e più del 47% da tre punti (8/17 in quello che una volta era uno dei suoi grandi punti deboli — in stagione viaggia con un rispettabile 35%). E non è un passaggio isolato all’interno della stagione della point guard dei Knicks, che dal suo approdo nella Big Apple le statistiche avanzate indicano come il giocatore più prezioso per gli equilibri di squadra. Nei 735 minuti con Derrick Rose in campo, infatti, il net rating di New York è un incredibile +12.9 e la difesa organizzata da coach Thibodeau e dai suoi assistente (già la quarta migliore di tutta la NBA, concedendo solo 107.8 punti per 100 possessi) quando Rose è in campo diventa praticamente invalicabile (99.5 il rating difensivo con il n°4 sul parquet). Il suo gioco oggi è completamente diverso da quello di dieci anni fa, ma le nuove armi che ha aggiunto al suo arsenale offensivo — un tiro da fuori che dev’essere rispettato (oltre il 47% tra i 5 metri e la linea da tre punti, 11° dato NBA tra i giocatori che tirano almeno quanto lui da quella distanza), il push shot in penetrazione nel cuore delle difese avversarie, gli assist con cui mette in ritmo i compagni (solo T.J. McConnell e Thaddeus Young dalla panchina ne distribuiscono più di lui) e anche gli occasionali canestri importanti, quando la palla scotta e quando Rose, in carriera, ha sempre dimostrato di non aver paura ad assumersi le sue responsabilità.

La scalata di New York iniziata con il suo arrivo da Detroit

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Da quando Rose è arrivato a New York lo scorso 7 febbraio — dopo le prime 15 gare stagionali ancora giocate a Detroit — la squadra di coach Thibodeau è decollata: aveva un bilancio di 11 vinte e 14 perse (il 44% di successi). Con lui a bordo sono arrivate altre 14 sconfitte ma a fronte di ben 25 vittorie (64.1%) e la scalata ai piani alti della Eastern Conference è iniziata. Oggi, alle spalle del terzetto di grandissima favorite — Brooklyn, Philadelphia e Milwaukee — ci sono i New York Knicks di Julius Randle, di R.J. Barrett ma anche di Derrick Rose. Che 10 anni esatti dopo aver alzato al cielo il trofeo di MVP destinato al miglior giocatore della lega, con i migliori dimostra sera dopo sera di poter ancora battagliare alla pari.

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