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NBA, Westbrook, parole da Lakers: "Kobe con me ogni volta che indosserò questa maglia"

NBA
©Getty

"Ancora non mi sembra vero: diventare un giocatore dei Lakers, per me, è la chiusura di un cerchio": con queste prime parole Russell Westbrook si è presentato ai suoi nuovi tifosi nella sua città, quella Los Angeles dove è nato e cresciuto tifando i gialloviola e idolatrando Kobe Bryant

Los Angeles nel cuore, da sempre. Non sono frasi di circostanza se si pensa al rapporto di Russell Westbrook con "la città degli angeli", lui che è nato a Long Beach (nella parte meridionale della metropoli californiana), è andato al liceo a Lawndale (nel cuore della città), al college a UCLA e ora, dopo 13 stagioni nella lega, arriva a vestire la maglia dei Lakers, la squadra per cui - durante la conferenza stampa di presentazione allo Staples Center - ha ammesso di aver sempre fatto il tifo da ragazzino. "È surreale, non credo di rendermene ancora conto. Per un ragazzo di L.A. come me, uno che è cresciuto non lontano da qui, uno che da piccolo andava a vedere la parata per le strade della città dopo ogni titolo, uno che saltava scuola per provare a entrare a un allenamento, un tifoso di questa squadra da sempre e  uno che qui ci è nato e cresciuto, essere un Lakers vuol dire la chiusura di un cerchio. Mi reputo fortunatissimo, perché per ragazzi come me tanti sogni spesso non diventano realtà, e invece nel mio caso è successo", ha dichiarato Westbrook nelle sue prime parole ufficiali in gialloviola. Con al suo fianco l'allenatore Frank Vogel e il gm Rob Pelinka, l'ex giocatore di Washington ha posato con la sua nuova maglia n°0 ma ha anche parlato subito del "fit" tecnico in campo con i suoi nuovi compagni, e in particolare con le due superstar della squadra, LeBron James e Anthony Davis. "Prima ancora che due campioni sono due amici e ora, da loro compagno di squadra, il mio compito è quello di elevare il loro gioco esattamente come faranno loro con me. Ci saranno alti e bassi, è normale nel corso di una stagione, ma il nostro obiettivo è quello di arrivare a vincere il titolo e trovare la giusta ricetta per riuscire a farlo". E per chi crede che due giocatori come Westbrook e James, abituati a giocare palla in mano, finiranno per pestarsi spesso i piedi, l'ex talento di UCLA ha un messaggio: "Ci sono molti modi in cui si può avere impatto in una partita, anche senza avere il pallone in mano. Io sarò in grado di farlo ancora per tante stagioni, e sono certo che troveremo un modo di giocare assieme". Westbrook ha confessato che il sogno di giocare in gialloviola era qualcosa a cui spesso non aveva neppure coraggio di pensare ("Alla fine tanto non succederà") ma per una volta la realtà ha superato la fantasia: "È successo tutto molto in fretta, nelle due ultime settimane: ho fatto una chiacchierata con LeBron, per capire come potevamo far funzionare il tutto, e la decisione è stata presa. 'Bron è uno dei migliori giocatori di sempre, e la sua capacità di fare qualsiasi cosa in campo mi permetterà di trovare la mia dimensione accanto a lui, nel tentativo di facilitargli le cose". 

Westbrook in gialloviola nel ricordo di Kobe Bryant

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Per un tifoso dichiarato dei Lakers come Westbrook, ovvio che il giorno della sua presentazione ufficiale in gialloviola un pensiero sia stato rivolto al suo idolo di infanzia (e poi collega in NBA), Kobe Bryant: "Le cose di cui abbiamo discusso assieme non mi sono mai uscite dalla testa: sento che Kobe sarà con me ogni volta che indosserò questa maglia. All'inizio quello che ci ha accomunato è stata la stessa mentalità di dare sempre il massimo ogni sera, senza mai concedersi un giro di riposo. Poi, conoscendoci meglio negli anni, le nostre conversazioni si sono spostate su argomenti anche al di fuori della pallacanestro, e sono quelle che ricordo con più piacere", ha detto il neo-acquisto Lakers. "Kobe ha sempre considerato fin dal primo momento Russell come uno dei giocatori che incarnava alla perfezione la sua famosa 'Mamba Mentality'", ha confessato il gm dei Lakers Rob Pelinka, al tempo agente dello stesso Bryant. 

La scelta di Westbrook nelle parole di Vogel e Pelinka

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Ma a margine della presentazione c'è stata anche la chance di ascoltare le parole del capo allenatore dei Lakers sul fit tecnico dell'ex giocatore di Thunder, Rockets e Wizards nella squadra di LeBron e AD: "Quando si ha la fortuna di schierare tre fuoriclasse del genere, è necessario che ognuno di loro accetti di sacrificarsi almeno in parte. Ne abbiamo parlato, è chiaro per tutti, ma la cosa che da allenatore mi stimola di più è la capacità di tutti e tre di fare sempre la giocata giusta, senza cercare necessariamente solo il canestro. In campo sanno fare tutto, sono l'esatta antitesi di un giocatore monodimensionale, e questo mi gasa moltissimo", ha confessato Vogel. "Siamo ossessionati da un obiettivo: portare in città il titolo n°18", gli ha fatto eco Rob Pelinka. "E siamo convinti che con questa mossa aggressiva sul mercato abbiamo migliorato le nostre chance di arrivare all'anello". 

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