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NBA, Kyrie Irving parla su Instagram: "Faccio ciò che è meglio per me, e non mi ritiro"

CASO IRVING
©Getty

Dopo settimane di silenzio e dopo la decisione dei Brooklyn Nets di metterlo fuori squadra in attesa che si vaccini, Kyrie Irving ha usato una diretta Instagram per spiegare le sue ragioni: "Mi era stato promesso che ci sarebbero state delle eccezioni, senza essere costretto a vaccinarmi. Non sono anti-vaccino, cerco solo di rimanere fedele a quello che va bene per me e so quali sono le conseguenze delle mie scelte. Ma non ho intenzione di ritirarmi"

La decisione dei Brooklyn Nets di mettere fuori squadra Kyrie Irving fino a quando non potrà partecipare completamente alle attività della squadra ha ovviamente provocato molte reazioni in giro per la NBA. E dopo aver fatto trapelare alcuni dei suoi pensieri attraverso Shams Charania di The Athletic, Irving ha parlato ai suoi 15 milioni di follower in una diretta Instagram nel quale ha provato a spiegare la sua posizione. "Nessuno dovrebbe essere costretto a fare qualcosa che non vuole al proprio corpo: ne abbiamo solamente uno. Questa è la mia vita, posso fare quello che voglio e nessuno può dirmi che cosa devo o non devo farci. Il mio obiettivo non era essere dipinto come un eroe, come un cattivo o come uno che va contro gli obblighi vaccinali. Ma nessuno può sabotare la mia voce e portarmi via il potere che ho parlando di certe cose". Irving ha anche spiegato che era sua convinzione di poter giocare la stagione senza doversi vaccinare: "Mi era stato promesso che ci sarebbero state delle esenzioni e che non sarei stato costretto a vaccinarmi. Non era un problema prima che iniziasse la stagione [in realtà la legge di New York è passata 10 settimane fa ed era stato chiarito a inizio settembre che anche i giocatori di Nets e Knicks ne sarebbero stati soggetti, ndr]. L’obbligo vaccinale non era una cosa che avevo previsto e per la quale ho potuto strategicamente decidere quello che sarebbe stato meglio per me e la mia famiglia. Ho scelto di non vaccinarmi, e chiederei a tutti di rispettare la mia scelta. Rimarrò in forma, pronto a giocare e a riunirmi ai miei compagni per essere parte di qualcosa di grande. La mia non è una decisione politica, non riguarda la NBA o nessuna altra organizzazione. Riguarda la mia vita e quello che scelgo di fare".

Irving: "Non sono contro i vaccini, amo la pallacanestro"

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Le ragioni di Irving: sfida che va oltre il basket

Irving ha anche respinto l’etichetta di "paladino" degli anti-vax: "Io sono un giocatore di pallacanestro, giusto? Eppure sono stato utilizzato come un esempio. Per qualche strano motivo alla gente piace buttare dentro il mio nome in un sacco di str… Io non sono contro i vaccini, non è una questione di schierarsi né da una parte né dall’altra. Il punto è fare quello che sento sia giusto per me. Se avete deciso di vaccinarvi, io vi sostengo. Se avete deciso di non farlo, io vi sostengo. Sono ancora incerto su molte cose, e va bene. Se devo essere demonizzato per avere delle domande a cui trovare risposte e prendermi il mio tempo per prendere una decisione sulla mia vita, va bene. È una cosa su cui devo riflettere, ma so quali sono le conseguenze delle decisioni che prendo". La principale è quella di non poter scendere in campo con i suoi compagni di squadra, ma anche quella di perdere potenzialmente 16 milioni di dollari, oltre all’estensione di contratto da 181 che i Nets — secondo le ultime voci — non sarebbero più disposti a offrirgli: "Mi dicono 'Perderai un sacco di soldi per questa storia’. E quindi? Non è sempre tutto legato ai soldi. È fare quello che è meglio per te. Pensate davvero che io voglia perdere dei soldi? Pensate che io voglia lasciar perdere il mio sogno di inseguire un titolo? Che voglio perdere il mio lavoro, o che voglio stare a casa senza poter andare con i miei compagni di squadra alla ricerca di quello che vogliamo? Il basket è il mio sogno e quello su cui lavoro da quando andavo alle elementari. Pensate che voglia perdere ciò che mi dà da vivere per via di un obbligo? Perché non voglio trovare un accordo? Perché non sono vaccinato? Andiamo. Non verrò usato come una marionetta in questa storia. Amo questo gioco, non avrei mai voluto dover lasciare la mia passione, il mio amore, il mio sogno per via di questo obbligo e di quello che sta succedendo nel mondo. A volte però bisogna prendere delle decisioni che possono metterlo a repentaglio. È spiacevole, ma questo è dove siamo nel 2021. Sono un giocatore di pallacanestro vero. La mia eredità verrà scritta per sempre. Sono grato di aver avuto questo talento per poter performare al più alto livello. Ma a questo punto non riguarda più solo quello. È più grande del basket”.

Irving: "Non mi ritiro, ho ancora tanto da dare"

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Contratto di Irving: sospeso ma pagato (in parte)

Ad ogni modo, Irving ha voluto spegnere sul nascere le voci che lo volevano pronto a ritirarsi per tutta questa vicenda o in caso di uno scambio lontano da Brooklyn. "Non credete alle voci che dicono che mi ritirerò, ho ancora tanto da dare. Non pensate che rinuncerò al gioco per un obbligo vaccinale o per rimanere non vaccinato. Non credeteci neanche per un secondo, specialmente prima ancora che io abbia avuto la possibilità di parlare per me stesso". Dopo aver ascoltato le sue parole, però, saranno le sue azioni a determinare il suo futuro nella lega: considerando che le leggi della città di New York non cambieranno a breve e che i Nets non hanno interesse ad averlo solo part-time, tocca a Irving decidere se tornare sui suoi passi o saltare l’intera stagione, al termine della quale potrà essere free agent oppure esercitare una player option per la prossima annata.

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