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NBA, "Magic 30 anni dopo": la storia del campione dei Lakers in uno speciale su Sky

NBA
©Getty

Il 7 novembre 1991 Magic Johnson annuncia il suo ritiro improvviso dal basket. "Sono sieropositivo", rivela, e in un decennio flagellato dall'AIDS quella parola sembra quasi una condanna a morte. Ma il n°32 dei Lakers, col suo eterno sorriso, dimostra al mondo che così non è: torna in campo all'All-Star Game di Orlando, vince le Olimpiadi di Barcellona e continua la sua vita di sempre. Uno speciale realizzato da Francesco Bonfardeci e Mauro Bevacqua ne racconta la storia

Era il 7 novembre 1991, i Lakers - finalisti solo qualche mese prima, sconfitti dai Bulls di Michael Jordan - avevano iniziato da pochi giorni il loro campionato, con due sconfitte e una sola vittoria - ma soprattutto, senza Magic Johnson in campo. Il motivo? Si sarebbe scoperto proprio quel 7 novembre - esattamente 30 anni fa - quando il n°32 dei Lakers convoca una conferenza stampa al Forum di Inglewood. "Avendo contratto il virus dell'HIV sono costretto a ritirarmi dai Lakers. Oggi". Quelle parole scioccano il mondo intero: Magic è uno dei simboli della NBA, ha dominato gli anni '80 insieme a Larry Bird, ha appena disputato le ultime finali contro Michael Jordan, il nuovo che avanza. E ora - mentre gli Stati Uniti e il mondo intero scoprono ogni giorno di più la tragedia dell'AIDS - annuncia al mondo di essere sieropositivo. Ma quella che allora sembra somigliare sinistramente a una condanna a morte in realtà diventa il punto di inizio di una nuova vita per Earvin "Magic" Johnson, ambasciatore capace di sensibilizzare l'opinione pubblica alla malattia prima ancora che campione del parquet. Quel parquet che però utilizza ancora come palcoscenico per lanciare messaggi sempre più forti: all'All-Star Game di Orlando del 1992 gioca - e domina - da sieropositivo la partita delle stelle insieme ai suoi colleghi NBA; pochi mesi dopo, nel primo, unico e irripetibile Dream Team, si mette al collo la medaglia d'oro alle Olimpiadi di Barcellona, sfidando e battendo i migliori giocatori di tutto il mondo. 

Stasera su Sky Sport Uno alle 19.30 il primo passaggio

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La potenza di questi gesti è enorme: una persona sieropositiva può competere con i migliori atleti del mondo; una persona sieropositiva può continuare a vivere i suoi sogni, senza doverli accantonare. La carriera di uno dei più grandi talenti mai apparsi su un campo da pallacanestro - 5 anelli NBA, 3 titoli di MVP della lega, 4 volte miglior assistman, 2 volte primo per recuperi, per 12 anni presenza fissa all'All-Star Game - esce dal campo per rendere Magic Johnson una delle figure sportive più importanti di sempre. E oggi - a 30 anni esatti da quell'annuncio che scioccò il mondo - Sky Sport presenta uno speciale realizzato da Francesco Bonfardeci e Mauro Bevacqua per celebrare il regista dello "Showtime" dei Lakers e un uomo che è stato capace di cambiare il gioco ma anche la percezione di milioni di essere umani su una delle malattie più spaventose degli ultimi 50 anni. "Magic, 30 anni dopo" debutta stasera su Sky Sport Uno alle 19.30, con repliche su Sky Sport NBA appena prima (ore 21.15) del classico appuntamento con l'NBA Sundays (Toronto-Brookyn, alle 21.30) e un altro passaggio appena conclusa la partita - per poi trovare spazio in palinsesto su Sky Sport NBA nei giorni successivi. 

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