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NBA, l'ammissione di Steve Nash: "Non siamo al livello di Golden State ora come ora"

PAROLE
©Getty

Dopo la pesante sconfitta interna subita per mano dei Golden State Warriors, l’allenatore di Brooklyn Steve Nash ha ammesso che la sua squadra non è al livello delle migliori: "Non siamo nella stessa categoria con le squadre di vertice, lavoriamo per esserlo a fine stagione". Anche Harden è d’accordo: "L'obiettivo è essere la miglior squadra alla fine, ma non siamo neanche vicini a esserlo. La stagione è lunga"

I Brooklyn Nets hanno un record di 10 vittorie e 5 sconfitte, ma ben quattro sono arrivate contro squadre di vertice della NBA come i campioni in carica dei Milwaukee Bucks, i Miami Heat, i Chicago Bulls e ieri notte anche i Golden State Warriors. Uno 0-4 che fa male e che ha portato coach Steve Nash ad un’ammissione: "Non penso che siamo nella loro stessa categoria, ora come ora" ha detto dopo il pesante ko interno con gli Warriors. "Abbiamo ancora molto lavoro da fare. Stiamo cercando di migliorare come gruppo, migliorando e trovando un modo di superare quelle che sono le nostre mancanze entro la fine della stagione. Abbiamo cominciato l’anno con un piano per andare in continuità con la scorsa stagione, ma è stato ovviamente accantonato quando Kyrie non è tornato, perciò stiamo cercando di creare qualcosa di nuovo". Brooklyn non è riuscita a tenere il passo degli ospiti in un terzo quarto in cui Steph Curry (straordinario con 37 punti) è stato seduto per ben 7 minuti, complici i problemi di falli. Ciò nonostante Golden State è volata a +22 chiudendo i giochi con un parziale di 35-18. I Nets fino a questo momento sono stati pessimi in attacco e sorprendentemente solidi in difesa, una novità che Nash ha analizzato così: "I ragazzi sono stati fantastici a impegnarsi difensivamente: nessuno avrebbe scommesso nel vederci in top-10, e stiamo trovando un modo per essere efficaci. Offensivamente stiamo usando tanti quintetti e stili diversi, abbiamo dieci giocatori nuovi in squadra e c’è bisogno di tempo. Questa serata è stata una grande lezione per affidarci ancora di più sui nostri principi quando le cose si fanno complicate".

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Kevin Durant ha dato merito alla difesa di Golden State — prima sconfitta contro di loro da quando se ne è andato nel 2019 — per la sua serata opaca, chiudendo per la prima volta sotto quota 20 in questa stagione: "Hanno difeso bene, hanno atleti con le braccia lunghe e mi hanno raddoppiato continuamente, che è quello che fanno le grandi difese. Anche io ho sbagliato: quando siamo andati sotto di 18 o 20 punti ho preso dei brutti tiri affrettati che non ripeterei. Fa tutto parte di un percorso per capire a che livello devi essere in ogni singolo possesso. È stato un grande test per noi". Anche James Harden, miglior marcatore dei suoi con 24 punti, ha fatto eco al suo allenatore e al suo compagno di squadra: "Dobbiamo ancora trovare la nostra identità: siamo una squadra nuova e dobbiamo capire in cosa siamo bravi e in che cosa possiamo essere bravi. La stagione è lunga, la sconfitta di stasera non ci colpisce particolarmente. Non penso che nessuna squadra sappia bene chi è in questo momento: forse gli Warriors perché giocano insieme da tanto tempo. Il nostro obiettivo è essere la miglior squadra a fine anno, dopo i playoff. Probabilmente non lo siamo ancora, anzi non ci siamo neanche vicini. Ma c’è ancora molto tempo e continueremo a migliorare”.

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