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NBA, Kemba Walker non vede più il campo: "È dura, ma rispetto la decisione di Thibodeau"

NBA
©Getty

Le prime parole dell'ex point guard titolare dei Knicks (che da fine novembre non ha più messo piede in campo) sono quelle di un grandissimo professionistra pronto a mettere da parte l'orgoglio personale per il bene della propria squadra. Ma ammette: "Una cosa così non mi era mai successa in tutta la mia carriera"

Kemba Walker non vede letteralmente più il campo. Fino al 26 novembre era la point guard titolare dei New York Knicks. Da allora non ha più messo piede sul parquet, come annunciato da coach Tom Thibodeau nel tentativo (drastico) di cambiare qualcosa negli equilibri di squadra, fin lì malfunzionanti. E dopo una vittoria alla prima gara con Alec Burks in quintetto al suo posto, i Knicks hanno inanellato altre tre sconfitte in fila, rendimento che oltre a scontentare lo stesso Thibodeau ha fatto pensare a più di un tifoso che forse il vero problema non fosse (tutto) nella presenza di Walker in quintetto. Lui - All-Star agli Charlotte Hornets non più tardi di due anni fa (nel 2020) - fino a oggi ha incassato la decisione con grande classe, continuando a incoraggiare i compagni dalla panchina e in allenamento. Per la prima volta da quel 26 novembre, però, ora Kemba Walker ha scelto di parlare con i giornalisti di New York della sua "improvvisa" bocciatura: "È stata dura, perché amo competere e quindi vorrei essere sempre in campo", ha ammesso il prodotto del Bronx. 

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"Non mi era mai successa una cosa del genere in carriera, a nessun livello, ma ho troppo rispetto per coach Thibs per contestare la sua decisione. Non credo sia stata una decisione facile neppure per lui, ma l'ha presa e io non ho altre alternative che accettarla", ha dichirato il n°8 bluarancio, dando sfoggio di grandissima professionalità. "Non sono mai stato un giocatore egoista: per me viene prima la squadra e poi l'individuo, il singolo. Se coach Thibodeau pesna che questa decisione renda la squadra migliore, allora è giusto che provi ad andare in questa direzione. Io voglio restare al fianco dei miei compagni e provare ad aiutarli in ogni modo possibile, poi quello che accadrà in futuro si vedrà. Un ruolo da riserva? Non lo so, non sono sicuro", ha commentato Walker, prima di tornare a insistere sulla volontà di portare comunque il suo contributo alla causa dei Knicks. "Potrei essere infuriato e deluso ma alla fine in spogliatoio ci sono dei miei compagni più giovani che guardano a me come leader. Il modo in cui reagisco a questa situazione può essere da esempio per tutti loro, per cui ci tengo a essere un modello da seguire anche in un contesto del genere". Parole da leader che forse - visti anche i risultati comunque deludenti nelle ultime uscite di New York - potrebbero portare anche coach Thibodeau a tornare sui propri passi.