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NBA, Steph Curry si gode il record: "Ora sono io il GOAT dei tiratori"

PAROLE
©Getty

Dopo aver superato Ray Allen, Steph Curry ha potuto rilassarsi un po’ e sciogliere la tensione accumulata nelle ultime partite prima del record. E dopo aver dato il giusto merito sia a Allen che a Reggie Miller, due dei suoi idoli di infanzia, con un sorriso ha detto: "Il titolo di GOAT dei tiratori ora appartiene a me"

Nell’ultima settimana sia Steph Curry che Steve Kerr hanno parlato a lungo di quanto superare il record di Ray Allen avrebbe dato a Steph, e di conseguenza a tutti i Golden State Warriors, un senso di sollievo. Dopo un paio di partite decisamente tese a Philadelphia e Indianapolis, Curry è riuscito a scrollarsi di dosso il nervosismo segnando due triple nei primi quattro minuti e mezzo di partita contro i New York Knicks, lasciandosi andare una volta tornato in difesa e poi durante il timeout immediatamente chiamato da coach Kerr. "È stata una conclusione bellissima per questa settimana" ha detto il nuovo miglior realizzatore nella storia NBA con 2.974 triple, poi diventate 2.977 a fine gara. "Tutta l’attesa per arrivare a questo numero ha creato un’atmosfera speciale. Sapevo che il Garden avrebbe dato il massimo, questo è un posto iconico — non saprei davvero come altro dirlo, apprezzo enormemente il modo in cui i tifosi hanno accolto questo momento con me e mi hanno permesso di perdermici dentro. Lo potevo sentire. Una volta che ho lasciato andare quel tiro, mi è sembrato subito buono — e mi sono sentito come se fossimo a casa. È una cosa che non dimenticherò mai".

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A rendere ancora più speciale la notte di Steph è stata la presenza a bordocampo non solo della sua famiglia e del suo allenatore del college Bob McKillop, ma anche di Ray Allen e Reggie Miller che a fine gara gli hanno regalato le loro maglie (quella di Allen, in particolare, aveva il trifoglio dei Celtics con la bandiera italiana, ricordo dell’amichevole giocata a Roma dalla Boston dei Big Three nell’estate del 2007) e hanno posato insieme a lui per questo momento storico. "Lui e Reggie sono i giocatori a cui mi ispiravo entrando nella lega, il mio rispetto per loro è enorme" ha detto Curry. "Non solo per dove hanno fissato l’asticella come tiratori, ma anche per la longevità che hanno avuto nelle loro carriere. Ho cercato di creare il mio percorso per quanto riguarda la distanza da cui prendo i miei tiri, il volume delle mie conclusioni e l’efficienza che voglio tenere. Mi rende orgoglioso tenere alte percentuali e mi rende orgoglioso vincere le partite. Ora posso essere anche orgoglioso della longevità che mi ha permesso di arrivare al numero di Ray e, si spera, arrivare a un numero che nessun altro possa raggiungere".

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Curry, che ha regalato un Rolex personalizzato a Draymond Green e Andre Iguodala (e un altro è già pronto per Klay Thompson quando torneranno sulla Baia), si è poi lasciato andare a un sorriso alla fine della sua conferenza stampa. Prima di battere il record era sempre stato esitante a definirsi il miglior tiratore di tutti i tempi, ma quando ieri gli è stato chiesto se ora potesse concedersi di farlo, ha alzato le braccia al cielo e ha detto: "I got that baby!". Sì, ora non ci sono davvero più dubbi che il titolo di miglior tiratore di sempre sia esclusivamente di Wardell Stephen Curry II.