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NBA: Trae Young e Jamal Murray prendono in giro Houston, ma alla fine perdono. VIDEO

NBA

Trae Young e Dejounte Murray si sono fatti prendere un po’ troppo la mano nel match contro gli Houston Rockets, nel bene e nel male: prima travolgendo a suon di canestri gli avversari, colpendo a ripetizione sia dall’arco che andando al ferro; poi lasciandosi trascinare in provocazioni sterili e siparietti più da campetto che da parquet NBA. Il risultato però alla fine, nonostante la super serata da 83 punti in due, ha punito sa loro che gli Hawks - sconfitti dopo essere stati a lungo in vantaggio

Il karma (o qualcosa di più crudele, secondo altri) sa bene come punire i gesti di saccenza, di smaccata superiorità e anche di eccessivo esibizionismo: lo hanno imparato a loro spese anche Trae Young e Dejounte Murray, protagonisti in chiaroscuro della serata al Toyota Center di Houston - autore di 44 punti il primo e 39 il secondo. Un duo travolgente che ha vissuto una super separata al tiro, con triple che andavano a segno da ogni angolo e punto del campo. Canestri che hanno portato i due All-Star degli Hawks a diventare sfacciati e provocatori nei confronti dei giovani avversari, tanto che dopo una tripla Murray approfitta del fatto che Jabari Smith Jr. si è voltato contro il ferro e gli tocca la testa: “Sarà per la prossima volta, ragazzino” - lo stesso a cui ripete di essere “troppo piccolo” (anche se piccolo a livello di dimensioni non è, in realtà) dopo un accenno di rissa o l’avversario contro cui esulta in maniera sguaiata gioendo con Trae Young. Alla sirena finale sono ben 12 triple a bersaglio in due su 23 tentativi, ma a vincere sono i Rockets.

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Già, nonostante il +15 Hawks nel secondo tempo, Houston trova la forza di rimontare e vincere, togliendosi così la più grande delle soddisfazioni nella serata e zittendo indirettamente le provocazioni avversarie: “Loro ci hanno mancato di rispetto”, ha spiegato la terza scelta assoluta all’ultimo Draft. “Hanno voluto metterci alla prova, ma noi abbiamo reagito al meglio. È così che si fa”. E se proprio bisogna esultare, meglio farlo alla fine come Jalen Green che ha ironicamente salutato gli avversari che lasciavano il parquet. Quella sì che è la migliore delle soddisfazioni.