All’interno del tradizionale “GM Survery” che anticipa la nuova stagione, ai dirigenti delle trenta squadre della lega è stato chiesto di scegliere quale giocatore è pronto ad avere la sua “breakout season”, ovvero l’annata che sancisce il salto di qualità e il passaggio allo status di stella. Tra i più votati è risultato anche Ja Morant, che sui suoi profili social si è sfogato per quella che ritiene una mancanza di rispetto
I GIOCATORI PRONTI A DIVENTARE STELLE? VOTANO I GM DELLA NBA
Le ultime due stagioni, vissute tra infortuni e guai personali a ripetizione, non sono state affatto indimenticabili per Ja Morant. Il leader dei Grizzlies, al netto dell'infortunio patito in preseason, è atteso ora al pronto riscatto, tanto che in molti pronosticano Memphis come potenziale mina vagante a Ovest. Un pronostico che si basa prima di tutto sulla certezza che con la loro stella in campo, i ragazzi allenati da Taylor Jenkins non temono nessun avversario. In fondo Morant e compagni hanno già dimostrato il loro valore, anche in sfide accesissime di playoff. Eppure, i dirigenti delle trenta squadre della lega, consultati nell’ormai consueto “GM Survey” di inizio stagione, sembrano pensarla diversamente e hanno inserito il playmaker ex Murray State nella lista dei giocatori che devono ancora compiere il salto verso lo status di superstar. E Morant non l’ha presa bene.
Ja (si) chiede perché
Rookie dell’anno, due convocazioni all’All-Star Game, premio di giocatore più migliorato dell’anno e inclusione nel secondo quintetto All-NBA. Prima che infortuni e scivoloni ne frenassero la portentosa ascesa, Morant era in effetti già diventato una superstar a tutti gli effetti, tanto che qualcuno lo pronosticava addirittura come possibile uomo simbolo di tutta la NBA nel dopo-LeBron James. Comprensibile, quindi, che il giocatore abbia espresso la sua perplessità commentando proprio il tweet con cui NBA TV riproponeva i giocatori che secondo i GM sarebbero pronti alla loro “breakout season”. “Con rispetto: perché sono qui?” ha chiesto Morant, e la risposta dovrebbero in effetti darla i dirigenti che l’hanno votato in una categoria a cui palesemente non appartiene.