Nella notte i Knicks hanno perso nettamente la sfida casalinga contro Dallas, collezionando la 4^ sconfitta consecutiva, e dagli spalti del Madison Square Garden sono arrivati fischi rumorosi nei confronti della squadra. Dopo la partita sia coach Mike Brown che Jalen Brunson hanno dato ragione al pubblico, ammettendo che ora New York deve impegnarsi per uscire da una crisi ormai evidente
Sembra passato tanto tempo, ma poco più di un mese fa i Knicks stavano festeggiando, seppur senza celebrazioni troppo formali, la vittoria della loro prima NBA Cup. Il trofeo, primo nella bacheca della franchigia da oltre mezzo secolo, in qualche modo sembrava ribadire lo status di New York come favorita a vincere la Eastern Conference e tornare alle Finals, da dove manca dal 1999. Da allora, però, la stagione dei Knicks ha vissuto una svolta inattesa, con un calo di rendimento che si è inevitabilmente riflesso nei risultati ottenuti. Nelle 18 partite giocate dopo la finale di coppa vinta contro San Antonio, New York ha un record di 7-11, che nelle ultime 10 gare è addirittura piombato a 2-8. L’ultima sconfitta in ordine di tempo, la 4^ di fila, è arrivata nella notte, in casa e contro i tutt’altro che irresistibili Mavs. E a certificare la crisi della squadra sono arrivati anche i fischi del Madison Square Garden.
Il Garden fischia, Brown e Brunson danno ragione ai tifosi
Il tifo blu-arancio, passato attraverso stagioni disastrose, aveva fin qui sempre sostenuto a gran voce gli sforzi della squadra, ma di fronte alla prova a dir poco incolore arrivata contro Dallas ha fischiato sonoramente i beniamini di casa. E dopo la partita sia coach Mike Brown che Jalen Brunson, quando gli è stato chiesto della reazione del pubblico, hanno risposto di capirla perfettamente, aggiungendo che se fossero stati sugli spalti probabilmente avrebbero fischiato anche loro. Al di là del momentaneo scollamento rispetto ai tifosi, però, la vera necessità ora diventa trovare un modo di uscire da questa crisi. Una crisi che, tra le altre cose, ha ridato forza alle voci che vorrebbero il front office vigile sul mercato e Karl-Anthony Towns sempre nella lista dei possibili partenti.