In un lungo articolo sulla famiglia Buss pubblicato su ESPN è stato trattato anche l’argomento del rapporto deteriorato tra Jeanie Buss, capo della franchigia, e LeBron James. Dopo la sconfitta contro i Clippers, James ha minimizzato ogni contenuto: "Non mi interessa di quello che si dice, da quando sono arrivato qui c’è sempre qualcosa di cui scrivere, specialmente su di me". E sul futuro dice "Sto bene così"
Anche quando LeBron James non è al centro della scena, in un modo o nell’altro finisce per ritornarci di nuovo — che lo voglia oppure no. L’ultimo episodio è avvenuto qualche giorno fa quando su ESPN è apparso un lunghissimo articolo nel quale veniva raccontato il difficile rapporto all’interno dei membri della famiglia Buss, ricapitolando tutti gli eventi che hanno portato infine alla vendita della franchigia a Mark Walter. Pur essendo un articolo incentrato sulle diatribe tra i Buss, a un certo punto è stato citato anche il fatto che i rapporti tra Jeanie Buss (che non è intervistata all’interno della storia) e LeBron James sono andati deteriorandosi nel corso degli ultimi anni. Secondo quanto scritto, Jeanie sempre più spesso si è lamentata del controllo esercitato da James sull’organizzazione anche attraverso la sua agenzia, Klutch Sports, e del fatto che LeBron sia stato considerato come il "salvatore" della franchigia al suo arrivo nel 2018 e successivamente alla vittoria del titolo del 2020. In più secondo Jeanie Buss James non si è preso le sue responsabilità per lo scambio che ha portato Russell Westbrook in gialloviola, lavandosi le mani per il disastro che ne è conseguito, e che per ripicca non avrebbe voluto concedergli un’estensione di contratto nel 2022, pensando anche di cederlo ai Clippers prima che andasse in scadenza ma rinunciando per via della cattiva stampa che si sarebbe procurata. Infine, sempre secondo quanto scritto, Jeanie avrebbe preso male la mancanza di riconoscenza di James dopo che i Lakers hanno scelto Bronny alla numero 55 del Draft.
Jeanie Buss smentisce tutto, LeBron minimizza: "Non mi interessa"
Da parte sua il capo della dirigenza dei Lakers, che ha cambiato la sua foto su Instagram mettendone una in cui abbraccia LeBron dopo il titolo del 2020, ha rilasciato una dichiarazione a The Athletic smentendo quanto scritto: "Non è davvero giusto, date tutte le grandi cose che LeBron ha fatto per i Lakers, che debba essere trascinato nel mio dramma familiare. Dire che non è stato apprezzato non è vero ed è completamente ingiusto nei suoi confronti". Ancor di più, James ha minimizzato quanto scritto: "Non mi interessano molto gli articoli, ad essere onesti" ha detto James. "Da quando sono qui, in otto anni a Los Angeles e in 23 in questa lega, ho imparato che ci sarà sempre un altro articolo domani, specialmente su di me. Sono arrivato in questa organizzazione per riportarla all’eccellenza che abbiamo conosciuto. Ci siamo riusciti insieme ad altri 14-16 giocatori vincendo il titolo. Il mio unico obiettivo è sempre stato questo. I miei anni qui sono stati buoni, ma c’è sempre qualcuno che può pensarla in un’altra maniera. Ma ho sempre rappresentato questa franchigia con rispetto, onore e dignità. Direi anche con lealtà, visto che a parte Cleveland ho passato qui più anni rispetto a qualsiasi altra parte. Ho 41 anni, guardo golf ogni giorno, non mi importa di un articolo o di cosa si possa pensare di me". E quando gli è stato chiesto se il suo obiettivo è quello di finire la stagione coi Lakers oppure rinunciare alla sua no-trade clause per essere ceduto da un’altra parte, lasciando lo spogliatoio ha detto solamente "Sto bene così".