Draymond Green ha commentato l’autocandidatura di Victor Wembanyama al premio di MVP, sostenendo di aver "sia amato che odiato" le parole del francese. "Amo che l’abbia fatto e che si sia preso la responsabilità, ma odio il fatto che si sia dovuto esporre lui per fare presente che la difesa è metà del gioco. Ma con i premi purtroppo va così"
Nel corso della sua carriera Draymond Green non si è mai fatto pregare quando c’è stato da commentare l’attualità, dando sempre la sua opinione nel bene e nel male. L’ultimo episodio è accaduto pochi giorni fa, quando l’autocandidatura di Victor Wembanyama per il premio di MVP — elencando i tre motivi per cui dovrebbe essere lui il miglior giocatore di questa stagione — hanno fatto parecchio discutere. E come sempre Green ha un’opinione molto chiara a riguardo: "Wemby ha detto 'La difesa è il 50% del gioco' e mi sono detto: davvero nessuno ci è arrivato prima? Hanno detto tutti che le sue argomentazioni hanno senso e io mi dico: sul serio? Davvero? Ho odiato il fatto che abbia dovuto esporsi lui per far ricordare a tutti che la difesa è così importante, che solo dopo che lo ha detto lui ne hanno parlato in tv. Allo stesso tempo però mi tolgo il cappello davanti a Wemby per aver avuto il coraggio di farsi avanti e spiegare la sua candidatura, senza nascondersi dalle domande o dando per scontato che tutti lo notassero. Perché non è così. Se non li aiuti, non lo vedono".
Green: "Anche lo scorso anno con Mobley è andata così"
Green ha poi continuato: "Tutti massacrano Luka Doncic dicendo che non difende, poi abbiamo un giocatore [Wemby, ndr] che difende l’intera squadra avversaria da solo e nessuno ne tiene conto fino a quando non va a dirlo in pubblico. Voglio dargli i suoi meriti per aver prodotto una dichiarazione così profonda, ma è davvero così profonda? Il fatto è che è vera, ma ha dovuto dirlo. Con questi premi, se non parli la gente non vede. Lo scorso anno nessuno aveva preso in considerazione Evan Mobley come difensore dell’anno, fino a quando non si è esposto in prima persona e poi lo ha vinto. Ma in questa lega se non ti esponi in prima persona, le cose semplicemente non accadono da sole perché la gente non vede".