Nella notte i suoi Nuggets hanno perso gara-6 contro una versione dei Timberwolves fortemente limitata dalle tante assenze per infortunio, venendo eliminati al primo turno dei playoff. Si chiude così con largo anticipo una stagione che sembrava poter portare Denver almeno fino alle Finals. Anche di fronte alla grande delusione patita, però, Nikola Jokic ha confermato di non avere alcuna intenzione di cambiare maglia
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Il suo tabellino personale, 28 punti, 10 assist e 9 rimbalzi, racconta dell’ennesima tripla doppia in carriera sfiorata, ma nel finale di gara-6 a Minneapolis Nikola Jokic non è riuscito a trascinare i suoi alla vittoria che avrebbe portato a gara-7 la serie, invece chiusa dai Timberwolves nonostante le assenze di Anthony Edwards, Donte DiVincenzo e Ayo Dosunmu. La stagione dei Nuggets, partita con l’intenzione di tornare alle Finals dopo un mercato estivo molto apprezzato dagli addetti ai lavori e dai tifosi della squadra, si è quindi già chiusa. E a rappresentare la delusione che si respira a Denver è proprio l’uomo simbolo della franchigia.
Jokic, lo stato dei Nuggets e il futuro
“Quanto siamo lontani dall’essere una contender? Semplice: abbiamo perso al primo turno dei playoff”. Non cerca scuse Jokic nella conferenza stampa che arriva dopo la sconfitta in gara-6 e quando gli chiedono se ai Nuggets serva cambiare qualcosa per tornare a competere ai massimi livelli, il tre volte MVP risponde: “Non è una cosa che spetta a me decidere, ma di certo se fossimo in Serbia ora ci licenzierebbero tutti”. E che a Denver potrebbe cambiare qualcosa era una voce già in giro da parecchio, ora rafforzata dal deludente esito della serie contro Minnesota. Una cosa, però, appare certa: Jokic non ha nessuna intenzione di cambiare maglia. Quando gli viene chiesto se l’eliminazione cambia qualcosa rispetto alla sua decisione di firmare un prolungamento contrattuale con Denver in estate, il serbo taglia corto: “Voglio ancora rimanere ai Nuggets per sempre”.