Il capo della dirigenza Brad Stevens e il proprietario dei Boston Celtics Bill Chisholm hanno parlato in conferenza stampa per spiegare ai tifosi la cessione di Jaylen Brown ai Philadelphia 76ers: "Quando hai il 70% del cap legato a due giocatori è difficile costruire la profondità del roster, che è quella che ti permette di rimpiazzare quell’individuo insostituibile. Le squadre che hanno vinto il titolo lo hanno fatto con la profondità"
La decisione di cedere Jaylen Brown ai Philadelphia 76ers ha tolto il sonno a Brad Stevens, come ha rivelato lui stesso in conferenza stampa insieme al proprietario dei Boston Celtics Bill Chisholm per spiegare ai giornalisti e ai tifosi le motivazioni dietro allo scambio. "Capisco la reazione dei tifosi. Ci sono un sacco di maglie numero 7 in giro. Sono abbastanza sicuro di averne comprate un paio pure io. Qualcuno mi ha chiesto prima oggi: 'Ti manca allenare?'. Questa settimana sì. Questo lavoro non è per i deboli di cuore".
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Le motivazioni dietro allo scambio
Stevens ha poi spiegato con grande chiarezza il ragionamento dietro alla cessione di un All-Star come Brown: "Guardando alla nostra squadra e a dove sta andando la lega, il percorso verso il titolo mi è sembrato un po' più impegnativo rispetto al passato" ha detto Stevens. "Potrei sbagliarmi. Non starò qui a difendermi, ma il percorso sembrava un po' più impegnativo con il 70% del nostro cap e una percentuale così alta del nostro usage legato a due giocatori [Brown e Jayson Tatum]. La realtà al giorno d'oggi nella NBA, e si può vedere chiaramente con chi ha vinto negli ultimi anni, è che devi fare un ottimo lavoro nel costruire la profondità del roster, così che quella possa rimpiazzare l'individuo insostituibile. E non è una cosa facile da fare. E questo non ha assolutamente nulla a che vedere con Jaylen. Se hai Jaylen Brown nella tua squadra, dovresti sfruttarlo al massimo, dovresti usare tutti quei possessi e dovresti affrontare le cose in quel modo. Ma la profondità del roster ha sempre più importanza e dobbiamo continuare a lavorare su modi diversi per diversificare il nostro attacco in generale".
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Il proprietario Chisholm: "Non è stata una decisione per risparmiare"
Molti hanno pensato anche che la decisione sia stata finanziaria, dato il contratto di Paul George (acquisito per Brown insieme a due prime scelte e due seconde) dura un anno in meno rispetto a quello di Brown. Il proprietario Chisholm ha però respinto con forza questa idea: "Questa decisione si basa solo sul cercare di vincere. Mi fido davvero del nostro processo. Penso che abbiamo il miglior front office della NBA, si sono messi al lavoro e sono giunti alla conclusione che questo era il modo migliore per vincere. Spenderemo tutto il necessario: il mandato è vincere, e Brad e la sua squadra sono arrivati con questo piano per riuscirci. Mi hanno convinto che questo fosse il modo migliore per vincere, e ci sono arrivato anche se è stato difficile. È stato davvero difficile. E riconosco che questa è un movimento molto, molto importante. Vogliamo mettere assieme il giusto mix di giocatori e asset per vincere ora, vincere il prossimo anno e quello dopo ancora. Questa è la motivazione, non i soldi. Ora abbiamo più spazio di manovra: se Brad vede qualcosa che vogliamo, ha il semaforo verde per andare avanti".