Dopo la decisione di LeBron James di unirsi ai Philadelphia 76ers, Steph Curry ha commentato con una certa rassegnazione il suo mancato arrivo ai Golden State Warriors: "Ecco perché conviene non farsi false speranze su niente finché non succede davvero" ha detto Curry, che secondo alcuni è stanco di inseguire altri All-Star senza riuscire a raggiungerli
I Golden State Warriors sono probabilmente i più grandi perdenti nella corsa a LeBron James, senza il quale ora il percorso per tornare a essere rilevanti è più complicato che mai considerando la qualità media della Western Conference e gli infortuni in squadra. Il più consapevole di tutti sembra esserne Steph Curry, che al camp estivo organizzato dal compagno di squadra Moses Moody ha commentato così la decisione di James: "Ecco perché conviene non farsi false speranze su niente finché non succede davvero. Ci sono molti aspetti diversi da considerare" ha detto a The Athletic. Curry sicuramente non ha nascosto la delusione di non essere riuscito ad aggiungere un altro giocatore in grado di fare la differenza, dopo che negli ultimi anni si è parlato a vario titolo di Giannis Antetokounmpo, Jaylen Brown e Anthony Davis. Proprio questa continua rincorsa fallita agli All-Star sta stancando Curry, almeno stando a quanto riferito dal giornalista Marcus Thompson II che ha firmato l’articolo per The Athletic.
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Curry è stato anche estremamente onesto su qual è la situazione attuale di Golden State, che appare lontanissima dal contendere per il titolo come lui vorrebbe a questo punto della sua carriera: "È difficile da accettare per chiunque in questa situazione, specialmente per noi che abbiamo deciso di rimanere assieme, ma la realtà dei fatti è che quando Jimmy Butler e Moses Moody si sono fatti male, l'intero calcolo è cambiato. Come si può superare la loro assenza e rimanere ancora a un certo livello? Questo ha un impatto enorme su quest'anno. Sono realista su questo". Curry ha anche aggiunto di essere "fiducioso per tutte le idee creative per creare la migliore squadra possibile" e di averne parlato con la franchigia, ma i due infortuni agli esterni sono un fattore troppo grande da superare. Tra poco più di un mese Curry potrà firmare un’estensione di contratto di due anni a 136.7 milioni di dollari complessivi che Golden State potrà offrirgli per portarlo fino a 41 anni con gli Warriors, ma è chiaro che competere per qualcosa in più del play-in sia l’obiettivo in questo momento della sua carriera.